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14 Aprile 2026
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“Nel 2023 i mercati saranno colpiti da una tempesta perfetta composta da recessione, crisi del debito e inflazione fuori controllo”. È quanto prevede l'economista Nouriel Roubini.
Secondo Roubini, che nel 2008 fu uno dei primi a chiamare la crisi finanziaria e la conseguente recessione, si rischia ora di dover fare i conti con una fase che combinerà gli aspetti peggiori della stagflazione in stile anni '70 e della crisi del debito del 2008.
"Credo che quest'anno emergerà una crisi di stagflazione", ha detto in un'intervista alla Abc australiana. In presenza di un'inflazione persistente, al 6,4% negli Usa secondo gli ultimi dati, la Federal Reserve secondo Roubini dovrà alzare i tassi di riferimento al di sopra del 6% affinchè l'inflazione torni al suo obiettivo del 2%.
Questo potrebbe innescare una grave recessione, un crollo del mercato azionario e un'esplosione di insolvenze sul debito, non lasciando alla Fed altra scelta che rinunciare alla sua lotta contro l'inflazione e lasciare che i prezzi vadano fuori controllo. Il risultato,secondo l’economista, sarebbe dunque una forte recessione, seguita da ulteriori problemi di debito e inflazione.
Per quanto riguarda i mercati, Roubini sostiene da qualche tempo che gli indici azionari potrebbero scivolare di un altro 30% a causa delle condizioni estreme che dovranno essere fronteggiate dagli investitori.
"I mercati continueranno a scendere e stanno già correggendo". Secondo Roubini gli investitori dovrebbero proteggersi scegliendo coperture contro l'inflazione, come oro, obbligazioni indicizzate all'inflazione e obbligazioni a breve termine.
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