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30 Settembre 2014

Sblocca Italia, Bankitalia, Ance e Agcom segnalano i punti oscuri

di G.S.

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Ancora commenti sul decreto Sblocca Italia, a partire da Banca d’Italia che sottolinea le criticità della norma in fase di conversione in legge.

L’obbiettivo di rilancio del settore immobiliare, secondo Bankitalia, è apprezzabile, ma esistono dei punti oscuri su cui bisognerebbe fare chiarezza.

Innanzitutto quello dei rischi legati ai possibili ritardi nell’adottare i provvedimenti amministrativi previsti dalla legge, ritardi che potrebbero rendere vane tutte le buone intenzioni. Inoltre, sottolinea l’istituto bancario italiano, i requisiti per le agevolazioni potrebbero essere troppo restrittivi, cosa che non serve affatto in presenza di oltre 500 mila abitazioni invendute (secondo quanto risulta a via Nazionale).

Un ulteriore problema potrebbe essere rappresentato dall’incertezza fiscale e dalla struttura complessa della tassazione, che allontana dagli immobili i potenziali acquirenti, deprimendo i prezzi e bloccando il mercato.

A ciò si aggiungano “le prospettive di bassa redditività dell`investimento, dati i livelli modesti dei canoni di locazione e il rischio di morosità connesso con le persistenti difficoltà reddituali delle famiglie italiane. Anche il tetto massimo di spesa a cui si commisura la deduzione fiscale potrebbe ridurne l`appetibilità in quanto, per effetto dei requisiti in termini di prestazioni energetiche, gli immobili ammessi all`incentivo dovrebbero collocarsi prevalentemente tra le fasce di prezzo
medio-alte”.

Fa eco a Banca d’Italia anche ANCI, che, se da un lato valuta positivamente il decreto, dall’altro sottolinea, nel documento presentato alla Commissione Ambiente della Camera, che “le norme che consentono di far ripartire le opere appaiono restrittive, a causa della nozione di 'immediata cantierabilità, propedeutica per l'esclusione delle opere stesse da Patto di stabilità.

Per una reale ripartenza dei cantieri - sostiene l'ANCI - è necessario specificare che l'esclusione dal Patto vale per tutte le opere per le quali siano state già avviate o siano in corso le procedure di gara, nonchè prevedere l'attribuzione di ulteriori fondi, data l'esiguità dei 250 milioni previsti per il 2014”.

Riguardo poi le semplificazioni edilizie, l'ANCI “sono diverse le disposizioni del Dl che, direttamente o indirettamente, determinano un impatto negativo sui bilanci dei Comuni e a cui bisogna porre rimedio”. L'associazione dei Comuni ha poi espresso la necessità di ampliare l'articolo 4 della legge, nel quale si prevede la possibilità di “svincolare dal Patto di Stabilità solo le opere di immediata cantierabilità”.

I Comuni chiedono invece di includere anche le opere già in corsa e quelle bandite, fermo restando che c'è un finanziamento di 250 milioni che appare comunque insufficiente.

Conclude il carosello di interventi anche Giovanni Pitruzzella, presidente dell’AGCOM, secondo il quale non è “di agevole comprensione” nemmeno la norma sullo Sblocca Italia che riguarda le concessioni autostradali, la quale “pare muoversi nel senso della eliminazione di una delle due forme di incentivo concorrenziale possibili, delineando un meccanismo di proroga implicita delle concessioni per le quali si presenta la proposta di modifica del rapporto concessorio. Infatti, la possibilità di unificare titoli concessori, aventi scadenze differenziate, si potrebbe prestare ad accorpamenti idonei ad eliminare del tutto e potenzialmente per periodi significativi un essenziale fattore concorrenziale del settore”.
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