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29 Settembre 2017

Abusivismo edilizio: dibattito sugli incentivi alla demolizione

di Paolo Cannavo`, Vice Presidente FECC- Federazione Europea dei Manager delle Costruzioni

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Alla fine di Agosto e` stata diffusa la notizia di un Piano contro l'abusivismo edilizio sintetizzato da alcuni media in: 'cinque anni di sgravi e incentivi per chi abbatte e ricostruisce'. Il successivo dibattito si e` sovrapposto a quello allora in corso tra i favorevoli e i contrari alle demolizioni delle opere abusive.

 

In effetti oggi, anche per la diffusa attenzione al territorio, sono sempre piu` necessari validi programmi di contrasto del fenomeno, senza sottovalutare la limitata chiarezza del Legislatore verso i condoni e la gestione di tutte le loro conseguenze.
Peraltro nel corso degli ultimi anni FINCO e` intervenuta con chiarezza su temi che direttamente e/o indirettamente hanno toccato l'abusivismo, e potrebbe valutare l'opportunita` di esprimere specifiche proposte che superino tra l'altro l'indifferenza per: la cultura della legalita`, l'abbandono del territorio, le diseconomie delle reti dei servizi primari, le elusioni e le evasioni fiscali.

 

Puo` essere utile qualche esemplificazione preliminare per contribuire - nel senso indicato - a una maggiore chiarezza su detto fenomeno e sulle sue conseguenze.
Un Piano valido dovrebbe essere coerente in modo significativo con le normative e con le attivita` delle Istituzioni, per avere un ampio riconoscimento. Da questo punto di vista, ad esempio, il Piano di Agosto risulta poco affine con alcuni contenuti del "Rapporto sulla situazione ambientale del paese 2016" del MATTM ( vedi: le 600.000 frane censite in Italia contro le 900.000 del totale europeo; la mitigazione del rischio idrogeologico;...). Inoltre sarebbe opportuno verificare il fondamento delle notizie circolate sul cosiddetto "abusivismo di Stato".

 

Un secondo riferimento potrebbe essere la tenuta dei rapporti sociali.
Sembra auspicabile, ad esempio, che un Piano non mortifichi indirettamente i cittadini che hanno comportamenti virtuosi verso il fisco, i servizi pubblici, il proprio ambiente. In questo quadro si puo` ricordare il rating casa, una iniziativa del Giornale Immobiliare con il sostegno di circa 50 importanti partner/sponsor tesa a introdurre una specie di bollino blu per le abitazioni regolari, ben costruite e manutenute.

 

Forse e` utile sottolineare anche la coerenza amministrativa. Se ad esempio una parte dei dissesti dei Bilanci comunali e` dovuta sia ai costi sostenuti per portare i servizi nelle zone dell'abusivismo edilizio, sia al mancato pagamento degli stessi servizi primari, e se in alcune di queste zone i disastri ambientali colpiscono con piu` forza che in altre (vedi: gli alvei dei corsi d'acqua), a quali condizioni - ad esempio - potrebbe essere accettabile finanziare la sostituzione di costruzioni abusive con altri fondi pubblici? 

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