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17 Ottobre 2017

Abusivismo: positivo il passo indietro sul ddl Falanga

di Sandro Simoncini, docente di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l'università Sapienza di Roma

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Il passo indietro in merito al disegno di legge sulle demolizioni promosso dal senatore Falanga è finalmente arrivato: il rinvio in commissione del testo dovrebbe scongiurare definitivamente la possibilità che il parlamento possa varare in questo scorcio di legislatura un provvedimento con le caratteristiche sostanziali di un nuovo condono edilizio. Il concetto di abuso di necessità, sul quale la legge era incardinata, rappresenta un vulnus inaccettabile in un Paese in cui il rispetto della legalità è troppo spesso percepito come un fastidioso orpello.

Si diceva di voler colpire il malaffare e la grande speculazione, mentre in realtà si stavano creando le premesse per l’ennesima sanatoria di massa: primo, sarebbe bastato far risultare abitato un edificio per evitarne l’abbattimento, facendolo finire in coda a un elenco di decine e decine di migliaia di casi in sospeso a fronte di pochissime demolizioni effettivamente eseguite; secondo, in quanto il fondo che veniva istituito, appena dieci milioni di euro all’anno fino al 2020, di fatto rendeva praticabile un numero di abbattimenti assolutamente esiguo e, ancora una volta, faceva ricadere le spese da sostenere sulla collettività invece che sull’autore dell’abuso. Il tutto, tra l’altro, mentre chi sta affrontando il nodo delle demolizioni in modo serio e rigoroso viene contestato, isolato, minacciato. Sarebbe stato l’ennesimo schiaffo a quanti si muovono nel rispetto delle regole e della civile convivenza.

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