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Il processo di integrazione dell’Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è, ormai, inarrestabile. Eppure, nonostante sia sempre più diffusa la convinzione di non poterne fare a meno nelle aziende, ci sono ancora dei timori sui cambiamenti che porterà l’AI e, soprattutto, sul modo in cui verranno utilizzati i dati con l'intelligenza artificiale generativa, su chi utilizzerà la tecnologia e sul sistema migliore per conformarsi alle leggi e ai regolamenti correlati. Lo rileva il rapporto People at Work dell'ADP® Research Institute, condotto su oltre 32.000 lavoratori in 17 Paesi, di cui 2.000 lavoratori in Italia.
Nella nostra realtà, secondo la ricerca, il 15% degli operatori del Real Estate si dice insicuro sulle modalità con cui verrà gestita l’AI e, in particolare, su come si terrà conto della privacy e della sicurezza dei dati e su quali diritti hanno i dipendenti sull'utilizzo dei loro dati per addestrare modelli di intelligenza artificiale generativa.
Ancora più insicuri gli operatori del mondo finanziario (19%), dei servizi professionali (18%), del manifatturiero (17%) e del settore IT e telecomunicazioni (17%). Stessa percentuale del Real Estate viene rilevata nel comparto media e informazione.
Secondo ADP, il 13% dei lavoratori italiani crede che l'uso dell'Intelligenza artificiale diventerà la norma nel proprio settore nei prossimi cinque anni, riducendo così le attività manuali. Sono più gli uomini che temono l'IA (15%) mentre la percentuale è dell'11% per le donne. La fascia che si sente più minacciata è quella che va dai 18 ai 24 anni (21,5%) mentre scende al 10% per gli over 45.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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