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5 Maggio 2016

Aedes: arriva l'ok ambientale. Al via il mega mall da 300 mln (Videointervista)

di M.C.

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Tutto pronto per l’avvio del cantiere del mega centro commerciale vicino all’aeroporto Caselle di Torino del gruppo Aedes Siiq. Neanche 24 ore fa la società ha ricevuto l’ok per la chiusura definita delle pratiche urbanistiche e probabilmente entro l’anno partiranno i lavori per un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro. Lo hanno spiegato i vertici della Siiq, il presidente Carlo Alessandro Puri Negri e l’amministratore delegato Giuseppe Roveda, in un’intervista esclusiva a Monitorimmobiliare.

“L’iniziativa di sviluppo più importante del gruppo – ha detto infatti Roveda – sorgerà vicino all’aeroporto Caselle di Torino dove pensiamo di realizzare un modello di centro commerciale all’altezza dei giorni d’oggi. Quindi sostenibile dal punto di vista ambientale, grande, piacevole, con un’idea di lifestyle e che guardi ai prossimi vent’anni. Si tratta di modelli già presenti negli Stati Uniti e si stanno iniziando a vedere anche in Europa. Ieri è arrivata la determina regionale sull’esclusione dalla valutazione dell’impatto ambientale. Dopo una verifica di impatto ambientale di sei mesi, siamo stati premiati. Questo significa accelerare il progetto e quindi ragionevolmente entro la fine dell’anno possiamo arrivare ai permessi per costruire. Stiamo parlando di un investimento nell’ordine dei 300 milioni di euro” spalmati in tre anni. “Il progetto è da circa 160 mila metri quadri di cui 20 mila di entertainment”. Il terreno è stato valutato a fine dicembre scorso circa 60 milioni di euro.

“In Italia – ha aggiunto Puri Negri – progetti di questa portata e dimensione si contano sulle dita della mano. È straordinario avere un progetto così in pancia. Di progetti di questa dimensione, che mette insieme entertainment e commerciale, ce n’è solo un altro a Milano Segrate, sotto un grande gruppo internazionale, forse è il più brillante di tutti, che è Westfield, e uno a Roma. Non si tratta di progetti che vengono ideati e realizzati dalla sera alla mattina, ma ci voglio dieci anni. Un periodo così lungo per il Paese è un problema, ma, visto dalla nostra parte, è un grande vantaggio. Tutte le pratiche urbanistiche sono finite e quindi si passa poi alla convenzione e ai permessi a costruire”.

L’intervista integrale su REview di questa settimana

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