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Un buco procedurale compromette la posizione fiscale della società straniera che gestisce la piattaforma Airbnb in Italia.
Per i vari adempimenti tributari in materia di locazione breve serve la nomina di un rappresentante fiscale, ma tale nomina risulta impossibile: il codice relativo al "rappresentante fiscale di soggetto non residente" nel modello da inviare al fisco non è infatti riconosciuto dal sistema informatico dell'Agenzia delle entrate.
Le società estere che esercitano attività di intermediazione immobiliare, compresi quelli che gestiscono portali telematici, qualora incassino i canoni o i corrispettivi derivanti dai contratti per le locazioni brevi possono optare per la cedolare secca. Tali soggetti sono tenuti ad operare una ritenuta del 21% sull'incassato e a comunicare annualmente i dati dei contratti di locazione breve.
Per l'adempimento di tali obblighi i soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia, sono tenuti a nominare un rappresentante fiscale. Allo stato attuale, tuttavia, l'Agenzia delle Entrate non ha ufficializzato una procedura per la nomina del rappresentante fiscale richiesto dal Dl 50/2017. I soggetti esteri quindi, anche volendo adempiere ai propri obblighi tributari, ne sono impossiilitati.
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