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11 Maggio 2016

Airbnb Italia: la share economy dei posti letto vale "solo" 3,4 mld

di cas

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Airbnb Italia si fa per la prima volta una radiografia: 3,6 milioni di ospiti hanno usato questo metodo per viaggiare in Italia durante l'anno passato e 1,34 milioni di residenti italiani lo hanno scelto per andare all'estero e la community ha contribuito nel 2015 a un beneficio economico complessivo di 3,4 miliardi (0,22% del pil), supportando l'equivalente di 98.400 posti di lavoro. Uno smacco per l’hotellerie tradizionale?

I dati, presentati a Roma, emergono dallo studio in collaborazione con Sociometrica intitolato "Fattore Sharing: l'impatto economico di Airbnb in Italia". Si tratta del primo studio focalizzato sull'impatto della community di Airbnb in Italia, dopo che analisi simili erano già state realizzate per altre località come la Francia, New York, Londra, Giappone e Madrid. Nell’anno passato 82.900 host italiani hanno accolto ospiti nelle loro case e in media ognuno ha guadagnato 2.300 euro all'anno condividendo il proprio alloggio per 24 notti.

Ai dati ha fatto eco Confedilizia che ritiene confermato il ruolo essenziale della proprietà immobiliare diffusa nell’economia italiana. “I dati contenuti nello studio reso noto da Airbnb – ha commentato presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa – confermano il ruolo essenziale che la proprietà immobiliare diffusa svolge, attraverso l’affitto totale o parziale delle case, per la crescita del turismo, anche in luoghi diversi da quelli tradizionali; per la valorizzazione delle nostre città e dei nostri borghi, oltre che per il contrasto al degrado delle periferie; per la promozione del patrimonio culturale italiano; per lo sviluppo dell’economia, anche in territori non serviti dalla ricettività imprenditoriale. Perché tutto ciò sia possibile è però necessario che il legislatore, in particolare quello regionale, non frapponga ostacoli attraverso l’imposizione di adempimenti burocratici o fiscali che hanno il solo risultato di colpire una risorsa fra le più importanti del nostro Paese. In questo quadro, va accolto con favore l’impegno del Ministro Franceschini ad un’attenzione del Governo al settore nello spirito della semplificazione e attraverso l’ascolto dei soggetti interessati”.

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