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12 Maggio 2026
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La primavera è in arrivo, almeno nell’emisfero settentrionale. E’ anche il tempo in cui le colombe (della politica monetaria) stanno cominciando a richiedere una linea più accomodante. Dopo tutto, di recente l’economia globale ha dato segni di rallentamento.
Di fronte alla divaricazione fra prezzi di mercato e tassi di crescita economica, gli investitori si chiedono se proseguirà il rally dei mercati finanziari in corso da inizio anno.
Osserviamo innanzitutto le colombe. Dopo aver alzato i tassi nove volte in totale dal 2015, una Federal Reserve “più paziente” sta rendendo tempo prima di fare il prossimo passo. Contemporaneamente, sta pensando di intervenire sul proprio bilancio in modo più graduale, prelevando meno liquidità dai mercati.
Questa settimana abbiamo avvistato una colomba anche nei cieli europei. Giovedì a Francoforte il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha prospettato ai giornalisti finanziari la possibilità di nuovi TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations: operazioni di rifinanziamento a lungo termine con cui la BCE concede prestiti a basso costo alle banche), sia per le previsioni di crescita più contenute sia per ragioni normative. Come previsto, il Consiglio della BCE avrà bisogno di tempo per definire le condizioni concrete della futura offerta di liquidità. Probabilmente, in assenza di un significativo miglioramento dei dati economici dell’area euro, la BCE modificherà la forward guidance. In tal caso, il primo rialzo dei tassi da luglio 2008 non dovrebbe avvenire prima del 2020.
Ma forse non bastano una o due colombe a rischiarare l’orizzonte degli investitori nel lungo periodo. Anche gli indicatori economici dovranno mostrare i primi germogli di ripresa, e certamente occorrerebbero “tweet” più costruttivi in tema di scambi commerciali.
Di recente la crescita globale si è attestata leggermente al di sotto del potenziale. Se in un contesto di fine ciclo non è insolito un tasso di crescita più basso, il conflitto commerciale fra USA e Cina ha certamente lasciato il segno. In febbraio il nostro Global Macro Breadth Index (cfr. Grafico della settimana) è sceso ulteriormente, registrando una flessione per la dodicesima volta in tredici mesi.
La buona notizia è che almeno, dopo un lungo periodo di debolezza, è aumentata la probabilità di una temporanea ripresa. In linea con questa ipotesi, il PMI dell’Eurozona pubblicato martedì suggerisce una nuova accelerazione dell’attività.
Degna di nota è la divergenza tra il settore industriale e quello dei servizi, analogamente a quanto osservato negli USA, in Giappone e nel Regno Unito. In tale contesto, speriamo in un accordo commerciale sostenibile (la guerra dei dazi sta soffocando la domanda di prodotti industriali) e in uno scenario più chiaro sulla Brexit.
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È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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