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18 Luglio 2012

Anedda (MutuiOnLine): ''Manca liquidità, ma non tutte le banche sono fuori dal mercato mutui''

di Cristina Giua

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La stretta creditizia delle banche sui mutui è indicata da molti operatori come una delle cause - se non “la” causa - che impedisce al mercato residenziale di ripartire.

Monitorimmobiliare.it fa il punto della situazione con Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnLine.


Domanda: Anzitutto qual è lo stato di salute dei mutui oggi in Italia?
Anedda: A giugno il mercato ha chiuso un semestre di grossa frenata, nell'ordine del -30%, sull'erogato, rispetto al pari periodo dell'anno scorso: un dato fortemente negativo che riflette uno scenario economico peggiorato rispetto al 2011 e che del resto si accompagna ai numeri che arrivano dal mercato immobiliare, dove i volumi di scambi hanno registrato forti riduzioni.

Tornando sul fronte mutui, va detto che è sparita quasi del tutto quella fetta di clientela rappresentata dalla surroga, dove c'è stato un calo dell'80%.

Dal 2009 al 2011 il “cambio mutuo” è stata una componente che ha pesato per circa 1/3 della torta mutui.

La surroga era un po' una anomalia italiana, ma ora, con i tassi di interesse così alti, è sparito quel plafond di prestiti suscettibile ad un cambiamento di condizioni.

Sull'aumento del bonus detrazioni Irpef al 50% per i lavori di ristrutturazione abbiamo invece fatto una serie di simulazioni ed è emerso che i prestiti in questo settore sono diventi anche più vantaggiosi dal punto di vista fiscale.

D: Si parla sempre di banche che non vogliono più prestare soldi a chi compra casa: quanto è vero?
Anedda: Lo scenario oggi si divide tra banche che si mantengono sul mercato e altre che che lo sono in maniera improponibile.

Dietro questo stato di cose ci sono istituti di credito, anche di grosse dimensioni, costretti ad essere molto restrittivi (sia i termini di concessione che in termini di importi erogati, che ormai non vanno oltre l'80% del valore dell'immobile da comprare) per cause legate, ad esempio, a crediti in sofferenza o a vincoli di liquidità da rispettare.


E poi ci sono i ben noti elementi macroeconomici che incidono su prestiti e tassi di interesse, come le prospettive di sviluppo del Paese o il valore dei titoli di Stato.

D: Chi guarda le banche dall'esterno non si spiega come mai non ci siano soldi per mutui e per i prestiti, nonostante le massicce iniezioni di liquidità sul nostro sistema creditizio da parte della Banca centrale europea.
Anedda: I volumi di liquidità da parte della Bce servono per tutto il business gestito dalle banche che è rappresentato solo in parte da mutui e prestiti.

Ogni banca deve mantenere una solvibilità adeguata a sostenere le esposizioni creditizie e a far girare l'intero sistema.

Oggi questi livelli di liquidità, che potremmo paragonare all'olio che fa girare un motore, sono ai minimi.


Ne servirebbe insomma molta di più: per questo il motore non può che girare ai minimi.

D: Quando ne usciremo?
Anedda: Fino alla fine di quest'anno non credo proprio ci saranno grossi cambiamenti, al massimo qualche variazione sui tassi di interesse, ma nell'ordine di qualche decimo di punto da parte di quelle banche che vogliono in qualche modo restare sul mercato dei mutui.

Sul fronte tassi oggi abbiamo prodotti con tassi variabili intorno al 2%, mentre i margini per i prodotti a tasso fisso si collocano entro 5,20-5,30%: visto il contesto generale, non mi sembrano livelli inaccettabili.

Se ne riparlerà quindi nel 2013, ma questo non vuol dire che in capo ad un anno la situazione sarà risolta, sarà anzi sarà un processo lungo e dove prima essere affrontate
 problematiche di fondo, sia livello politico di Unione europea, sia a livello economico.

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