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14 Aprile 2026
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Il mercato dei mutui si presenta con molte incognite per i primi mesi del 2012.
E’ ormai da dopo l’estate che il settore sta subendo una continua decelerazione, causata dall’aggravarsi delle incertezze e delle tensioni finanziarie sull’interbancario, con sempre minore liquidità e tassi via via più elevati.
Il costo del denaro per le banche è lievitato in misura consistente, rendendo sempre più complesso per gli istituti sia operare sul mercato del credito che pianificare delle strategie di lungo termine.
I continui aggiustamenti al mutare della situazione dei mesi passati hanno portato ad un progressivo irrigidimento e prosciugamento dell’offerta di mutui, con spread medi ormai stabilmente su livelli del 3,5% ed oltre, e punte ormai addirittura oltre il 5%.
Valori che appena sei mesi fa sarebbero stati riservati alla clientela cosiddetta “subprime”, cioè con un profilo di rischio quanto mai elevato per le scarse capacità reddituali e la situazione debitoria pregressa.
Ora, a causa della crisi che attanaglia il sistema economico, il debito pubblico e le banche, il mercato si trova costretto a stabilire prezzi quanto mai elevati anche per i finanziamenti alla famiglia media, con il problema che, ovviamente, i redditi delle famiglie sono (ad andar bene) sempre gli stessi.
L’accessibilità al credito immobiliare è quindi doppiamente ristretta, sia per le condizioni più stringenti delle banche sia per la minore capacità di indebitamento delle famiglie: salendo tassi e rate, a parità di reddito l’importo massimo ottenibile dalla banca si riduce, e con esso la possibilità di acquistare l’eventuale immobile desiderato.
Se i mesi trascorsi dall’estate ad oggi sono stati caratterizzati dalla progressiva corsa ai ripari (e ai necessari rincari) da parte degli istituti bancari per cercare di adeguare la propria struttura di offerta alle nuove e critiche condizioni dettate dal mercato, i primi mesi del 2012 saranno invece fondamentali per cercare di portare un po’ di ordine e assestamento nel sistema e nei piani per il futuro.
Il mondo bancario è tuttora al centro di grandi manovre e adeguamenti, come testimoniano le vicende che vedono protagonisti anche in questo inizio d’anno tanti importanti gruppi bancari nazionali, e contemporaneamente potranno far senire i loro effetti anche le misure eccezionali a favore del settore messe in campo dalle istituzioni finanziarie nazionali ed internazionali.
Basti pensare agli ingenti finanziamenti triennali messi a disposizione dalla Banca Centrale Europea a tassi minimi, proprio con l’obiettivo di sostenere le banche e aiutarle a riprendere il loro ruolo di volano dell’economia.
E’ ancora presto per capire in che tempi la contrazione del credito potrà scemare e di quanto, dato che gli elementi condizionanti sono ancora molti e la loro attenuazione o risoluzione non è immediata: che si tratti di aumenti di capitale, di ridefinizione delle regole EBA o della riduzione del famigerato spread con i Bund, i fattori in gioco sono tutti pesanti e di complessa gestione.
Per la parte iniziale dell’anno ci si deve probabilmente aspettare ancora una prosecuzione dei trend negativi di fine 2011, con il mercato dei mutui in contrazione sia dal lato dell’offerta che della domanda.
Nessuna banca sembra al momento disposta a invertire la rotta sugli spread, avviando una riduzione rispetto a quanto finora praticato.
E’ invece più probabile assistere ad ulteriori, anche se più rarefatte ed isolate decisioni di inasprimento degli spread stessi, sulla base delle valutazioni interne delle singole banche rispetto alla propria politica commerciale e al proprio posizionamento sul mercato, oltre che alle proprie disponibilità di capitali da impiegare verso famiglie ed imprese.
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