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28 Novembre 2018

Appalti: Bankitalia sigla protocollo d'intesa con AGCM e Consob (Report)

di Luigi Donato Capo del Dipartimento Immobili e appalti Banca d'Italia

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Un tassello fondamentale per la modernizzazione del mercato degli appalti, riguarda l’evoluzione delle stazioni appaltanti verso una maggiore qualificazione, anche attraverso forme di aggregazione e collaborazione. L’obiettivo è chiaro: solo attraverso strutture organizzative pienamente affidabili e tecnicamente ben attrezzate è possibile assicurare alla Pubblica amministrazione, in tempi rapidi e a costi adeguati, i mezzi necessari per fornire alla collettività le infrastrutture e i servizi necessari; solo strutture robuste, del resto, sono in grado di fronteggiare pienamente i rischi di prassi anomale, di scelte sbagliate o di fuga dalle decisioni.

Manca però ancora all’appello, in attesa del necessario decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, lo snodo dell’introduzione di incentivi a migliorare gli standard tecnici ed operativi attraverso l’introduzione dell’elenco delle stazioni appaltanti qualificate presso l’ANAC (in base all’art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 50/2016). Lo schema del DPCM di cui si era avuta notizia nei mesi scorsi non ha proseguito il suo iter; ma in realtà un po’ su tutto il sistema del Codice degli appalti – risultato particolarmente complicato e quantomeno poco scorrevole – si è aperto ora un vivace dibattito, magari diversificato ma convergente su una diffusa istanza di semplificazione.

Una strada già ora praticabile per migliorare le performance delle stazioni appaltanti è stata, intanto, imboccata dalla Banca d’Italia con la Consob e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato attraverso lo strumento dell’appalto congiunto previsto dall’art. 37, comma 10, del d.lgs. n. 50/2016, che consente a più amministrazioni di bandire una procedura di gara unica.

La scelta nasce dalla positiva esperienza maturata dalla Banca d’Italia negli ultimi anni con riferimento agli appalti congiunti svolti sia a livello nazionale (con l’IVASS) che europeo (in comune con le banca centrali dell’Eurosistema).

In concreto, è stato appena sottoscritto un Protocollo d’intesa di durata quinquennale che definisce le modalità di coordinamento tra i tre Istituti volte a individuare, sulla base dei rispettivi dati di programmazione, strategie congiunte di public procurement per soddisfare esigenze comuni e contestuali. E’ previsto un Tavolo tecnico con il compito di individuare, sulla base dei dati relativi ai piani biennali e triennali degli acquisti degli Istituti, le procedure di interesse comune nonché di definire in dettaglio le modalità attraverso cui realizzare le singole procedure di spesa congiunte.

I ruoli e le responsabilità in relazione a ciascun appalto saranno definiti in separati accordi attuativi, sottoscritti in occasione dell’avvio delle singole procedure di affidamento.

L’accordo è certo funzionale al conseguimento di risparmi di spesa connessi con la standardizzazione dei fabbisogni, con la creazione di economie di scala e con l’aumento della concorrenza, ma rappresenta anche un’occasione importante di condivisione delle professionalità, specie nell’ottica dello sviluppo di progetti complessi e innovativi relativi a lavori, servizi o forniture di interesse comune.

Nella prospettiva del generale sistema degli appalti pubblici si auspica che questa esperienza possa essere seguita da altri gruppi di amministrazioni che svolgono attività similari, rafforzando un’evoluzione verso la qualità che, ancor prima delle indicazioni delle norme, si può giovare della spinta positiva del mercato originata, in particolare in questo caso, dalla componente pubblica.

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