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16 Agosto 2013

Assoedilizia: le rendite catastali per l'Imu sono un disastro. Ecco perché

di Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia

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In questi giorni stiamo parlando di una riforma catastale che, basata com'è sulla parametrazione ai valori di mercato, porterà con sé inevitabilmente un innalzamento delle basi imponibili relative a tutte le imposte che gravano sugli immobili.

Abbasseremo le aliquote sulla base del principio dell'invarianza del gettito - si dice per non creare allarme.

Anche se anche la verifica dell'invarianza del gettito delle imposte sarà effettuata a livello comunale (a maggior ragione se la verifica si farà a livello nazionale) non saranno risolti tutti i problemi.

Innanzitutto occorre specificare, per chi non lo avesse ancora inteso, che, mentre si continua a concentrare l'attenzione sull' Imu che è un'imposta sostanzialmente comunale (computata sulla base di rendite catastali rivalutate mediante appositi moltiplicatori) la revisione catastale interesserà anche i valori impositivi ai fini di tutta una serie d’imposte erariali ( registro - successione - donazioni - congruità dell'Irpef - Irpef fondiaria); e in questo caso, figuriamoci cosa succederà per la verifica d’invarianza (a livello comunale o nazionale ?), con tutti i problemi di evasione fiscale presenti in Italia.

Ma, anche a livello comunale (per quanto riguarda l'Imu) tale verifica sarà compiuta al netto o al lordo del recupero dell'evasione fiscale?

Se vien fatta "al netto" sono avvantaggiati i contribuenti regolari che si trovano in comuni con un alto tasso di evasione fiscale.

Se vien fatta "al lordo" saranno questi comuni ad esser danneggiati.

La verità è che, fin tanto che non si parlerà d’invarianza del prelievo a carico del contribuente regolare e non d’invarianza del gettito fiscale (perché in questo caso c'e di mezzo la questione della media di trilussiana memoria) , si continuerà a cercare di far quadrare un cerchio: e nessun contribuente onesto potrà star sicuro di non esser stangato.

Potrebbe verificarsi, nel corso dell'attuazione della riforma, una provvisoria coesistenza e sovrapposizione di rendite nuove con rendite vecchie, con conseguenza sfasatura temporale nella rimodulazione delle aliquote: con esiti nefasti per molti contribuenti. 

Ne vogliamo una prova?

In Italia ci sono milioni di immobili per i quali l'Agenzia del Territorio, in collaborazione con i Comuni, ha proceduto in tempi recentissimi alla revisione o alla nuova attribuzione delle rendite catastali attualizzando le classificazioni e i valori con riferimento a quelli di mercato.

Sono tutte le unità immobiliari oggetto di interventi edilizi che hanno comportato una denuncia di variazione catastale, nonché tutte le unità interessate dalle revisioni generali per microzone varate, in forza della "finanziaria 2005", in 17 città italiane (tra cui Milano) e tutti gli immobili con rendite attribuite ex novo .

Il governo Monti aveva introdotto in via provvisoria, ai fini Imu, alcuni coefficienti moltiplicatori delle rendite (ad esempio del 60% per gli immobili residenziali) per portare a valori più congrui le basi imponibili relative alle vecchie rendite mai aggiornate.

Questi moltiplicatori generali, che si avviano a diventare definitivi, si applicano ovviamente (perché nessuno si è ricordato o si è voluto ricordare del problema) anche a tutte rendite di recente attribuzione cui si è fatto cenno sopra, procurando in alcuni casi l'effetto perverso di far pagare l'imposta addirittura su valori superiori a quelli di mercato.

Abbiamo sollevato la questione: nessun esito.

Altro che invarianza: abbiamo l'iniquità del "chi ha avuto ha avuto".

Assoedilizia chiede dunque che, per coerenza, prima di parlar d'altro, e al fine di parificare tutti i contribuenti - in questa fase di revisione che si preannuncia transitoria - eliminando storture e sperequazioni, si aboliscano immediatamente i coefficienti moltiplicatori previsti ai fini Imu, in tutti i casi di rendite catastali recentemente rivedute, aggiornate o comunque attribuite.
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