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9 Maggio 2014

Assoedilizia: serve norma di salvaguardia contro l'aumento della pressione fiscale

di C.M.

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“Senza una norma di salvaguardia specifica che garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale, la riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all'economia immobiliare, per l'incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato”.

Lo ha dichiarato il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, a margine di un incontro con Alessia Mosca, capolista per il Pd alle elezioni europee nella circoscrizione Nord Ovest.

“A torto gli economisti e i governanti hanno sempre considerato l'economia immobiliare come una variabile indipendente del sistema economico generale, minore rispetto alla produzione industriale, ai commerci, alla finanza. Che errore macroscopico!”, ha spiegato Colombo Clerici, secondo cui “l’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile, è qualcosa di complesso e nel nostro Paese ha una tipologia tutta propria”.

L’Italia, ha aggiunto, “presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (tra persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda”.

Tra questi “29 milioni sono i proprietari di fabbricati ; 8 milioni i proprietari solo di terreni e 9 di terreni e di fabbricati. Il 96% è costituito da cittadini italiani. Il valore medio dell’investimento per ogni soggetto è di circa 170/200mila euro”.

Si tratta “di un grande volano dell'economia che genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attivià complementari, volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione e alla commercializzazione degli immobili”.

Tuttavia, ha aggiunto Colombo Clerici, “è necessaria la fiducia, sia da parte dei grandi operatori, magari istituzionali, sia dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie. In questi ultimi tempi – ha sottolineato - alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d'Europa, si stanno affacciando sul mercato italiano: trovandosi di fronte a una grande incertezza della stabilità fiscale dovuta alla riforma del catasto in corso, che durerà anni ed alla fine non si sa dove ci porterà”.

Agli occhi dei fondi, ha spiegato il presidente di Assoedilizia, “non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato, che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole. Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento”. Per questo motivo, “quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dei valori di mercato. Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra. E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi?” 
 
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