Ultime notizie

17 Marzo 2020

Astaldi, bondholder Usa votano contro piano concordatario

di G.I.

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right

Voto negativo, come atteso dai bondholder del prestito Usa da 750 mln nell'assemblea telematica di oggi a Roma, per il via libera al concordato preventivo. I contrari sono stati il 72,2%, i favorevoli il 25%, gli astenuti l'1,8%. La decisione finale va dunque all'adunanza dei creditori del 26 marzo, dove risulta scontata la maggioranza di favorevoli.

Dopo il 25 febbraio infatti, con l'80% dei voti favorevoli all'assemblea degli obbligazionisti del bond Uk da 140 milioni, che rappresentavano circa il 4% dell'esposizione complessiva di Astaldi, era stata di fatto superata la soglia del 60% dei creditori totali pronti a dire sì, considerando anche le banche, che detengono poco più del 56% del debito di 3,5 miliardi di Astaldi. 

Il 26 marzo diventerà quindi la data in cui prenderà concretezza l'integrazione di Astaldi in Progetto Italia, il progetto strategico di Salini Impregilo per rafforzare il settore infrastrutture in Italia, creando un gruppo internazionale più grande e più competitivo, pronto ad assumere la nuova denominazione di Webuild. In caso di mancata approvazione della proposta di concordato per Astaldi da parte dei creditori, l'alternativa sarebbe l'apertura di una procedura di amministrazione straordinaria. Gli effetti di tale procedura risulterebbero dirompenti anche rispetto alla capacità di soddisfazione dei creditori stessi: verrebbero a mancare i presupposti per il valore economico aziendale nonchè per la valorizzazione degli asset da vendere. L'amministrazione straordinaria comporterebbe infatti un grave rallentamento dell'operatività aziendale con forte rischio di non essere più in grado di fare fronte alle esigenze di cassa di breve termine. 

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470