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17 Luglio 2015

Bankitalia alza le previsioni sul Pil, anche grazie ai mutui

di E.P.

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Palazzo Koch aggiorna al rialzo le stime di crescita del Prodotto interno lordo per il nostro Paese: non più uno 0,5% fissato in precedenza per il 2015, ma uno 0,7%.

Mentre per il 2016 resta la previsione di una crescita dell'1,5%.

Buone anzitutto le indicazioni anche sul fronte della disoccupazione, che dovrebbe scendere fino a raggiungere l'11,9% nel 2016.

Bankitalia precisa che questi miglioramenti sono dovuti da una parte ai consumi interni - che sono aumentati e per cui si prevedono ulteriori aumenti - dall'altra alla ripresa degli investimenti pubblici, che – in mancanza di capitali privati - possono fare da volano per una crescita economica: in particolare in un settore come quello delle costruzioni-grandi opere pubbliche, considerato da sempre in grado di fare da traino per tutti gli altri.

Un ruolo importante lo sta giocando il credito, sia alle famiglie che alle imprese.

Negli ultimi mesi, "la flessione dei prestiti alle imprese si è attenuata" e sono tornati a crescere i finanziamenti "al settore manifatturiero e quelli alle famiglie, per la prima volta da oltre tre anni".

Confermata ancora una volta, dunque, la ripresa dell'erogato dei mutui per l'acquisto della casa.

Inoltre "prosegue e si estende la riduzione del costo dei prestiti alle imprese, non più limitata alle società con primario merito di credito: anche le piccole e medie aziende segnalano un accesso più agevole ai finanziamenti".

E con il miglioramento dell'offerta di credito,  via anche agli investimenti:  dopo il -3,2% dell'anno scorso, torneranno a crescere del 2,2% nel 2015 e del 2,6% nel 2016.

L'Italia insomma sta ripartendo ma - avvisano da via Nazionale - è indispensabile non perdere lo slancio nelle riforme.

Le minacce contro la ripresa, infatti, "derivano in ampia misura dal contesto globale ed europeo ma i rischi si accentuerebbero se si diffondesse la percezione di un indebolimento nella determinazione nel portare a termine le riforme necessarie a risollevare il potenziale di sviluppo dell'Italia.

Un aumento dell'incertezza potrebbe frenare la crescita degli investimenti e contrastare la ripresa dei consumi, condizioni per un ritorno alla crescita".

Detto, questo, quello che sta avvenendo in Grecia dovrebbe avere, invece, un impatto contenuto sull'economia italiana.

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