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12 Giugno 2026
Grazie anche alla politica della Bce, che continua a tenere i tassi di interesse bassissimi, anche i finanziamenti per la casa offrono interessi più bassi. Lo segnala l’ultimo bollettino di Banca d’Italia (in allegato), che nota come a giugno i tassi di interesse comprese le spese accessorie sui mutui siano stati pari al 3,55% contro il 3,65% del mese precedente.
In calo anche i tassi sul credito al consumo in genere, che scendono al 9,27% dal 9,35% di maggio.
Ne consegue che la domanda di credito possa essere stimolata dai minori interessi richiesti, e in effetti la frenata della stretta creditizia pare essere rallentata. Attenzione però a non gridare alla ripresa: benché inferiore, il calo dei prestiti esiste sempre, e va a sommarsi a quello dei trimestri precedenti.
Secondo i dati, i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,8% annuo (meno che in maggio, quando la diminuzione registrata è stata dell’1%). Anche la contrazione dei prestiti bancari al settore privato è rallentata nel mese di riferimento a -2,3%, contro il -3,2 di maggio. Idem per i prestiti alle imprese, scesi a giugno dl 3,1% contro il -4,7% di maggio.
L’altra faccia della medaglia è il calo ulteriore dei tassi passivi sui depositi, già bassi: il valore è sceso allo 0,86% contro lo 0,87% di maggio. In frenata, quindi, la raccolta bancaria, dato che i depositi del settore privato sono cresciuti del 2,4% contro il 2,7% di maggio. La raccolta obbligazionaria totale (compresa, quindi, quella riferita alle banche) è addirittura diminuita più che nel mese scorso, il 12,1% contro il 10,8% di maggio.
Crescono meno (ma attenzione: crescono sempre) anche i prestiti in sofferenza, che nel mese di giugno sono aumentati ‘solo’ del 20,9% contro il 21,7% del mese scorso.
Scarica l'allegato.
In calo anche i tassi sul credito al consumo in genere, che scendono al 9,27% dal 9,35% di maggio.
Ne consegue che la domanda di credito possa essere stimolata dai minori interessi richiesti, e in effetti la frenata della stretta creditizia pare essere rallentata. Attenzione però a non gridare alla ripresa: benché inferiore, il calo dei prestiti esiste sempre, e va a sommarsi a quello dei trimestri precedenti.
Secondo i dati, i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,8% annuo (meno che in maggio, quando la diminuzione registrata è stata dell’1%). Anche la contrazione dei prestiti bancari al settore privato è rallentata nel mese di riferimento a -2,3%, contro il -3,2 di maggio. Idem per i prestiti alle imprese, scesi a giugno dl 3,1% contro il -4,7% di maggio.
L’altra faccia della medaglia è il calo ulteriore dei tassi passivi sui depositi, già bassi: il valore è sceso allo 0,86% contro lo 0,87% di maggio. In frenata, quindi, la raccolta bancaria, dato che i depositi del settore privato sono cresciuti del 2,4% contro il 2,7% di maggio. La raccolta obbligazionaria totale (compresa, quindi, quella riferita alle banche) è addirittura diminuita più che nel mese scorso, il 12,1% contro il 10,8% di maggio.
Crescono meno (ma attenzione: crescono sempre) anche i prestiti in sofferenza, che nel mese di giugno sono aumentati ‘solo’ del 20,9% contro il 21,7% del mese scorso.
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