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12 Maggio 2026
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“Norma dai tanti buoni propositi ma che a un'analisi costi-benefici postuma, non viene giustificata dagli effetti espansivi rispetto ai problemi creati sui conti pubblici, o sull'aumento dei prezzi nel settore”. È questa la valutazione del ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sul Superbonus del 110% in audizione presso la commissione Ambiente del Senato.
“Come sottolineato dal ministro Giorgetti in sede di presentazione della Nadef - ha ricordato il ministro - l'indebitamento netto per l'anno in corso è previsto al 5,2% del Pil, superiore di 0,7 punti percentuali rispetto all'obiettivo indicato nel Def. Tale disallineamento rispetto alle stime programmatiche di aprile è riconducibile agli effetti derivanti dai costi dei bonus edilizi”.
Pichetto Fratin si è espresso anche sulla direttiva case green: l'obiettivo europeo di rendere gli edifici esistenti a emissioni zero entro il 2050, secondo il ministro, non è raggiungibile allo stato in Italia.
“Nell'ambito dei triloghi come Italia stiamo rimarcando la peculiarità del contesto italiano. Noi abbiamo un patrimonio particolare con 31 milioni di fabbricati, di cui 21 milioni oltre la classe D. Si tratta - ha ricordato il ministro - di un patrimonio diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come bene rifugio delle famiglie italiane. Individuare una quota di patrimonio edilizio esentabile per motivi di fattibilità economica è un passo doveroso e necessario, ma gli obiettivi temporali, specie per gli edifici residenziali esistenti, per come delineati a oggi, non sono raggiungibili per il nostro Paese”.
I temi particolarmente controversi nell'ambito dei triloghi investono soprattutto il timing del raggiungimento dei target. “Sul punto - ha detto il ministro - ribadisco che occorre individuare un percorso di azioni realistiche, concrete e realizzabili”.
Altro tema controverso riguarda l'omogeneità degli attestati di prestazione per determinare il contingente di edifici sul quale intervenire. “Non vogliamo che per difformità di classi o valutazioni ci possa essere un vantaggio o una penalizzazione nel punto di partenza per gli Stati membri. Occorrono parametri omogenei per la fotografia iniziale del parco immobiliare. Questo è il motivo per cui ho dato mandato a un gruppo di esperti di approfondire la tematica e fornire un quadro chiaro sul punto”.
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