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5 Agosto 2014

Città metropolitane al via il 1 gennaio 2015

di F.L.

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“La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”. E’ l’inizio del Titolo V della Costituzione Italiana, articolo 114, quello in cui per la prima volta si parla di città metropolitane.

Ma nonostante la loro esistenza sia prevista dal 1948, solo dal 1 gennaio 2015 le città metropolitane esisteranno veramente, grazie alla legge 56/2014 (in allegato). Saranno nove, e sostituiranno le Province, quegli enti che da anni attendono una riforma che tarda ad arrivare.

Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria saranno gli enti che, incamerando le funzioni (e probabilmente i funzionari) delle Province, avranno funzioni di largo raggio senza alcuna specificità, nell’attesa di una radicale riforma delle amministrazioni locali che fissi le competenze di ogni ente al termine della revisione del Titolo V della Costituzione.
 
I suoi organi saranno il sindaco metropolitano, il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana, i cui ruoli, almeno nelle intenzioni, dovrebbero essere ricoperti gratuitamente da parte, rispettivamente, del sindaco del capoluogo, da consiglieri eletti ogni cinque anni, e dai sindaci dei Comuni che cadono nell’area della Città metropolitana.
 
Quello che si sa è che ogni città metropolitana dovrà avere un piano strategico fatto di progetti infrastrutturali, urbanistici, di sviluppo socio-economico nonché alla digitalizzazione delle procedure burocratiche. La città allargata servirà poi ad uniformare le imposte locali e servizi in modo da non creare disequilibri nella stessa area.
 
Roma, con statuto da capitale, sarà regolata in maniera speciale, e già il sindaco Ignazio Marino ha tratteggiato alcune linee guida che dovrebbero orientare la metropoli nel suo nuovo status.
 
Agli statuti delle città metropolitane lavoreranno l’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) e l’Upi (Unione delle province italiane).
 
L’elezione dei consigli metropolitani è prevista per il prossimo 28 settembre, dopodiché gli statuti saranno approvati.
 
Prima di quella scadenza, però, il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica ha pubblicato il Programma Operativo Nazionale "Città metropolitane 2014-2020" e avviato una consultazione pubblica in scadenza il prossimo 22 settembre, termine entro il quale sarà possibile visionare la documentazione (in allegato) e fare proposte e osservazioni.
 
Scarica gli allegati.
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