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Il calcolo sulla seconda rata Imu sulla prima casa è diventato “un rebus indecifrabile, in violazione del principio di correttezza, collaborazione e buona fede che dovrebbe esserci tra il contribuente e l'amministrazione finanziaria”.
Per il Codacons il caos Imu non può gravare sul contribuente, come dimostrano le sentenze della Cassazione e come stabilito dallo Statuto del contribuente (legge 27 luglio 2000, n. 212).
Per questo l'associazione di consumatori chiede che, per una volta, si inverta la procedura: siano cioè “i Comuni a dire al cittadino quanto e se deve pagare, non viceversa.
Esattamente come avviene già per le tasse sui rifiuti e come avveniva ai tempi dell'Ici”.
Inoltre – chiede ancora il Codacons - deve essere spostata da data di scadenza del 16 gennaio 2014 entro la quale il contribuente deve pagare l'Imu, data che è “una violazione dell'art. 3 della Legge n. 212/2000, secondo il quale le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore”.
Considerato che il decreto legge sull'Imu è del 30 novembre, qualunque data prima del 30 gennaio 2014 è illegittima. Inontre, visto che i Comuni hanno tempo fino al 9 dicembre per pubblicare le delibere delle aliquote Imu, i 60 giorni devono scattare da quella data.
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