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14 Marzo 2013

Codacons su crollo vendite immobili: colpa dell'Imu e della stretta delle banche sui mutui

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"La crisi del mattone è dovuta all'Imu, alla crisi e alle banche che non concedono più mutui o li concedono con spread assurdi e inaccettabili, al limite dell'usura”.

Questo il commento a caldo del Codacons sui dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare presentati dell'Agenzia delle entrate (che a fine dicembre ha accorpato l'Agenzia del territorio).

“Molte famiglie sull'orlo del fallimento e tassate dall'Imu – aggiunge in una nota l'associazione consumatori - vorrebbero anche vendere le loro case, ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare. Inevitabile, quindi che siano costretti o a svendere le loro abitazioni abbassando i prezzi o, se non sono pressati dai debiti, a tenerle loro malgrado in attesa di tempi migliori.

Ecco perché il crollo delle compravendite è per il momento più alto del calo dei prezzi".

D'altronde, spiega l'associazione, “quei pochi che vogliono comperare casa non riescono a farlo per via delle condizioni troppo restrittive stabilite delle banche che hanno alzato gli spread, la quota di contanti e il rapporto rata reddito famigliare.

Se prima della crisi bastava che il mutuo fosse pari all'80% al valore dell'immobile – osserva ancora il Codacons - oggi le banche erogano con il 60%.

Se prima della crisi bastava che il rapporto rata reddito famigliare non superasse il 30%, oggi ti chiedono un reddito di quattro volte la rata.

Per non parlare degli spread superiori al 3% che rendono insostenibili i mutui nel lungo periodo, salvo portabilità.



Per queste ragioni il Governo deve intervenire abbassando l'Imu sulla prima casa e compensando il minor gettito con l'innalzamento dell'aliquota base sulle terze case e sulle case sfitte. Inoltre bisogna intervenire sul sistema bancario per impedire tassi di interesse al limite dell'usura”.

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