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22 Dicembre 2023

Consiglio nazionale ingegneri: serve rigenerare il patrimonio edilizio pubblico

di red

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Rigenerare e riqualificare il patrimonio edilizio pubblico e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Sono i due obiettivi che, secondo il Collegio nazionale degli ingegneri, deve porsi il piano organico per il patrimonio abitativo in Italia, sul quale ci sono dei lavori in corso al ministero delle Infrastrutture.

Nello specifico, il Consiglio ritiene che il piano debba passare “attraverso un'azione di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, avendo come obiettivo il risanamento energetico e la sicurezza strutturale, oltre che la limitazione del consumo di suolo. Ma, soprattutto – incalzano ancora gli ingegneri –, va migliorata l'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica a favore delle famiglie a medio e a basso reddito, considerando l'elevata domanda di alloggi popolari tuttora insoddisfatta".

Il Consiglio nazionale ha sostenuto che l'iniziativa "dovrebbe prevedere una durata di medio-lungo periodo, almeno di 15 anni" e che il piano di rigenerazione proposto dagli ingegneri dovrebbe prendere definitivamente il posto del Superbonus.

Per il presidente del Consiglio nazionale, Angelo Domenico Perrini, infatti, "è giunto il momento di mettere un punto all'esperienza dei Superbonus, e di passare ad un piano per il risanamento del patrimonio edilizio su basi totalmente nuove. La spesa per Superecobonus continua a correre e il Governo continua a parlare di operazione fallimentare dagli effetti disastrosi sui conti pubblici. Così – prosegue Perrini - non ci sono le condizioni essenziali per affrontare un tema ancora più complesso come quello del sistematico risanamento energetico previsto dalle nuove norme europee che dovrebbe impegnare il Paese intero almeno per i prossimi 15/20 anni, se non di più".

E conclude: "Nel 2024 i Superbonus funzioneranno con una detrazione al 70%; se però anche questa operazione deve sottostare alle critiche continue dell'Esecutivo, meglio sarebbe pensare sin da ora ad un piano alternativo, ad una moratoria dell'intervento per chiarire realisticamente cosa fare”.

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