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Nessuna fuga precipitosa per evitare di pagare i debiti. Il colosso cinese dell’immobiliare Country Garden smentisce seccamente che i suoi vertici abbiano abbandonato in furia e in fretta la Repubblica popolare per evitare di pagare una tranche del debito che rischia di mandare l’azienda in default.
Proprio ieri, 18 ottobre, scadevano i termini entro i quali Country Garden avrebbe dovuto rimborsare circa 15,4 milioni di dollari (14,6 milioni di euro) di interessi su un prestito di 470 milioni di dollari ricevuto da Hong Kong per evitare formalmente il default. La società non ha ancora chiarito se è stata in grado di pagare, il che ha allargato l’alone di mistero attorno al gruppo. A tal punto che si sarebbe diffusa la voce secondo cui il fondatore di Country Garden, Yang Guoqiang (fuori dalla società dallo scorso mese di marzo), e sua figlia Yang Huiyan (oggi a capo del Cda) avrebbero lasciato il Paese.
Voce che ora il gruppo smentisce: “Il nostro fondatore e il presidente del consiglio di amministrazione lavorano normalmente in Cina”, si legge in una nota in cui si definisce il rumor un atto “dannoso”.
A fine 2022, il debito di Country Garden era stimato pari a 1.430 miliardi di yuan (180 miliardi di euro). A fine giugno disponeva di liquidità per 147,9 miliardi di yuan (18,6 miliardi di euro), una somma destinata principalmente al completamento delle abitazioni già pagate dai proprietari ancor prima della loro costruzione.
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