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12 Maggio 2026
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A fine 2021, le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari sono 9,745 milioni, in crescita di 403 mila unità rispetto alla fine del 2020 (+4,3%).
A renderlo noto è la Covip nell'aggiornamento sull'andamento delle forme pensionistiche complementari nel 2021.
A tale numero di posizioni, che include anche quelle di coloro che aderiscono a più forme, corrisponde un totale degli iscritti che può essere stimato in 8,8 milioni di individui.
A fine 2021, le risorse destinate alle prestazioni sono pari a circa 212,6 miliardi, 14,7 miliardi in più rispetto a fine 2020.
Nel corso del 2021 i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e Pip nuovi sono stati pari a 13,3 miliardi, in aumento di 890 milioni rispetto al 2020 (+7,2%).
Rispetto alla fine del 2020, nei fondi negoziali si registrano circa 196mila posizioni in più (+6%), portandone il totale a fine anno a 3,457 milioni.
Nelle forme pensionistiche di mercato, i fondi aperti contano 1,735 milioni di posizioni, registrando un aumento di 108mila unità (+6,6%). Per i Pip nuovi il totale delle posizioni, 3,613 milioni, è in crescita di 103mila unità (+2,9%).
Nel 2021, per quanto riguarda i flussi contributivi, nei fondi negoziali l'attivo netto è di 65,3 miliardi, con un aumento dell'8,2% sul 2020.
Nelle forme di mercato, l'attivo ammonta a 29 miliardi nei fondi aperti e 44,1 miliardi nei Pip nuovi, aumentando rispettivamente del 14,2 % e del 13 %.
Nel corso del 2021 i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e Pip nuovi sono stati pari a 13,3 miliardi, con un incremento di 890 milioni sull'anno precedente (+7,2%).
La Covid segnala un incremento in tutte le forme pensionistiche, con variazioni tendenziali che vanno dal 5,4% dei fondi negoziali, al 6,0% dei Pip fino al 12,3% dei fondi aperti.
Per quanto riguarda i rendimenti si è evidenziata una dinamica positiva. Al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i rendimenti si sono attestati rispettivamente a 4,9% e 6,4 % per i fondi negoziali e i fondi aperti. I Pip di ramo III sono risultati positivi per l'11,1 %.
Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, il risultato è stato pari all'1,3 %.
Guardando agli ultimi 10 anni, il rendimento medio annuo composto è stato pari al 4,1% per i fondi negoziali, al 4,6% per i fondi aperti, al 5% per i Pip di ramo III e al 2,2% per le gestioni di ramo I. Nello stesso periodo la rivalutazione del Tfr è stata pari all'1,9 % annuo.
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