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12 Maggio 2026
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Si è chiusa, presso lo studio del notaio Marchetti a Milano, la vendita della quote di minoranza di Giuseppe e Violetta Caprotti in Supermarkets Italiani, la società che controlla Esselunga.
I certificati azionari detenuti dai due fratelli, figli di primo letto del fondatore della catene di supermercati Bernardo Caprotti, sono stati girati e consegnati alla società acquirente, Superit Finco, il cui capitale fa capo integralmente e indirettamente alla seconda moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina Sylvia, a fronte del pagamento del prezzo, di 915 milioni a testa, determinato un mese fa dal collegio di arbitrale che aveva di fatto dato ragione alle richieste di Giuseppe e Violetta.
Il 20 marzo si era infatti conclusa la procedura per determinare il valore del 100% di Supermarkets Italiani, valutata 6,1 miliardi dei quali i due fratelli detenevano il 15% ciascuno.
Il closing, anticipato di qualche giorno rispetto alla data inizialmente prevista del 27 aprile, ha visto nel complesso passare di mano 1.830 milioni per la quota totale del 30% detenuta da Giuseppe e Violetta Caprotti. Per il pagamento, come comunicato un mese fa, Giuliana Albera e Marina Caprotti, già socie al 70%, hanno attinto da risorse proprie per 53 milioni e per i restanti 1.312 milioni da debito contratto da Esselunga attraverso linee di credito messe a disposizione da Unicredit, Intesa e Bnp Paribas.
Dei 535 milioni in particolare 435 milioni sono poi arrivati dalla vendita a Unicredit della quota detenuta da Albera e la figlia, pari al 32,5%, in La Villata, la società degli immobili del gruppo di supermercati che per il restante 67,5% è detenuta direttamente da Esselunga. La Villata, nata nel 2005 dalla scissione di Esselunga, è diventata di fatto la cassaforte del mattone della società. In tutto, infatti, sottolinea la perizia svolta dal commercialista Franco Aldo Abbate, la società possiede 83 immobili commerciali concessi in affitto a Esselunga che nei primi nove mesi del 2019 hanno fruttato ricavi per 74,6 milioni con un utile di 28,2 milioni.
"Una property company pura - sintetizza la perizia - che gestisce il patrimonio rappresentato dagli store concessi locati a Esselunga oltre che ad alcuni immobili che facevano capo alla famiglia che controlla Esselunga". La stima finale del valore di mercato di La Villata allo scorso 30 settembre è di 1,35 miliardi. Il che significa che la 'fetta' conferita da Marina Caprotti e Giuliana Albera vale 440 milioni.
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