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14 Aprile 2026
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Secondo una denuncia di Assocondomini sono ben 30mila in Italia le famiglie coinvolte, negli ultimi 5 anni, nelle 7mila procedure fallimentari di imprese edili.
Famiglie che ha causa della mancata applicazione della legge 210/04 di disciplina dei diritti patrimoniali degli immobili in costruzione si ritrovano senza casa e senza rimborso, privi in sostanza dei risparmi di una vita e della sicurezza abitativa.
La legge 210/04, nata per tutelare gli acquirenti di immobili in caso di fallimento dell’impresa edile viene applicata secondo Assocondomini solo nel 30% dei casi.
Il testo normativo prevede l'obbligo, per l'impresa di costruzione, di una fideiussione pari agli importi incassati a titolo di anticipo per l'acquisto di un'abitazione e l'obbligo di assicurare, con la cosiddetta polizza postuma decennale, gli immobili contro vizi e difetti di costruzione per i dieci anni successivi.
Imposizioni che, secondo l’associazione dei condomini, le società di costruzione eludono nella maggior parte dei casi con escamotage che passano (report 2011 Scenari Immobiliari) dall'evasione fiscale al rifiuto di adempiere all'obbligo fideiussorio.
Obbligo quest’ultimo eluso tramite l’offerta all’acquirente di migliorie aggiuntive (al posto delle fideiussione) o tramite la proposta di un prezzo maggiore in caso di fideiussione .
Nel caso della sottoscrizione della polizza postuma decennale, l’uso corrente, agevolato da una mancanza di punti legislativi di riferimento, è l’adozione di una garanzia di base solo per i gravi difetti strutturali, variando di fatto i costi della polizza a seconda di quello che si vuole coprire.
In caso di mancata stipula della polizza non c’è l’obbligo da parte dei notai di bloccare il rogito: tutto viene lasciato alla discrezionalità e buona fede dei costruttori.
L’esigenza percepita e richiesta è quella di una maggior tutela degli acquirenti, si attende un inasprimento delle sanzioni per i costruttori in malafede.
I tempi però sembrano ancora lunghi, di recente un emendamento alla legge 210/04 firmato dai parlamentari Lussana e Brugger è stato bocciato dalle commissioni riunite VI e X della Camera con la giustificazione, riporta Corriere.it, di “dover rimandare il tutto ad una legge delega senza avvitare ulteriormente il rapporto banca-impresa”.
L’emendamento proposto inaspriva le sanzioni per le imprese edili che non presentavano la garanzia fideiussoria e la polizza decennale, demandando ai notai il compito di segnalare l'elusione ai comuni.
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