Ultime notizie

16 Gennaio 2016

FIMAA si schiera con Confcommercio sulla cedolare secca

di red

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right

FIMAA - Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari, (Agenti Immobiliari, Mediatori Creditizi, Mediatori Merceologici e Agenti in Attività Finanziaria) si schiera con Confcommercio, di cui tra l’altro è associata, in merito alla proposta di introdurre la cedolare secca sulle locazioni commerciali per calmierare il prezzo degli affitti.

“Condividiamo in toto – ha dichiarato infatti il presidente nazionale Santino Taverna - la proposta d’introdurre la cedolare secca per le locazioni commerciali per dare nuovo slancio al mercato e calmierare il prezzo degli affitti. Una soluzione propositiva per il mercato immobiliare, che potrebbe giovarsi del recupero edilizio dei tanti locali commerciali in disuso o peggio ancora abbandonati, a vantaggio del decoro delle città. È un modo efficace per combattere la desertificazione aiutando nel contempo la ripresa immobiliare”.

“I locali commerciali dei piccoli centri cittadini – ha ricordato Taverna ripercorrendo l’ultima ricerca dell'Ufficio Studi Confcommercio – sono a rischio di estinzione. Ogni anno centinaia di attività commerciali chiudono i battenti o si spostano nei centri commerciali periferici ai centri abitati, incrementando il processo di desertificazione dei centri storici. Occorrono politiche di pianificazione urbanistica e incentivi fiscali che agevolino i commercianti a ritornare nel centro delle piccole e medie città. Tra l’altro negli anni ‘80 e ‘90 molti cittadini hanno investito i loro risparmi in immobili ubicati in zone centrali anche per poter usufruire dei servizi e dei tanti vantaggi correlati alla posizione, come quello di fare la spesa senza la necessità dell’utilizzo dei propri mezzi, a beneficio dell’ambiente. Oggi, paradossalmente, proprio a causa della chiusura dei locali commerciali nei centri storici, gli stessi cittadini sono costretti a lunghe maratone in mezzo al traffico per raggiungere i centri commerciali ubicati nelle periferie”.

“Inoltre – ha aggiunto Taverna - la desertificazione dei centri storici riguarda anche il tema della sicurezza. Le vetrine spente e le saracinesche abbassate dei negozi dei centri storici delle piccole e medie città sono spesso l’anticamera della criminalità, che alimenta l’insicurezza dei cittadini. Favorire il recupero attraverso la riqualificazione energetica del già edificato, permetterebbe molteplici vantaggi per la comunità, contribuendo nel contempo alla ripresa del mercato immobiliare”.

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470