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12 Novembre 2013

Generali diventa dominus di Citylife, l'accordo con Allianz consentirà di ridurre il debito

di Guglielmo Notari

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Allianz assicurazioni esce dalla porta di Citylife, di cui controlla una quota di minoranza dietro all'azionista di maggioranza Generali assicurazioni, per rientrare dalla finestra, e non da una finestra qualsiasi, ma bensì una di quelle del grattacielo progettato da Arata Isozaki, che sorgerà nell'area dell'ex fiera campionaria di Milano.

 

La società assicurativa tedesca venderà la propria partecipazione del 33% in Citylife, lasciando il Leone di Trieste unico azionista della società e del progetto, a fronte dell'acquisto di uno dei tre grattacieli che verranno eretti e di parte delle residenze.

 

Dal punto di vista finanziario l'operazione, che è stata approvata con il nuovo piano industriale e avverrà in più step, ha un obiettivo preciso: ridurre la leva finanziaria che grava sul progetto e consentire alle Generali, una volta divenuto azionista unico di Citylife, di presentarsi alle banche finanziatrici con i bilanci in gran spolvero per rinegoziare il debito e ottenere nuove e migliori condizioni di credito.

 

L'indebitamento della società progetto prima del nuovo piano industriale era di circa 1,5 miliardi di euro, e dovrebbe essere già stato parzialmente corretto al ribasso, sebbene non si conoscano in merito dati precisi.

 

L'investimento diretto di Allianz procurerà inoltre un po' di finanza fresca, utile per prosegiuire i lavori di costruzione senza eccessive ansie, a fronte delle oggettive difficoltà del settore immobiliare e del credito a esso associato.

 

L'operazione ricorda la formula già sperimentata da Unicredit, che ha trasferito armi e bagagli nella nuova spettacolare sede societaria nel palazzo più alto del progetto Porta Nuova-Varesine e d'Italia: la torre Unicredit per l'appunto.

 

L'acquisto del nuovo quartier generale della banca, assieme all'insediamento della regione Lombardia nel “nuovo Pirellone”, aveva garantito per un po' di tempo una maggiore stabilità al progetto di Hines rispetto a molti dei numerosi lavori di riqualificazione ideati per il capoluogo meneghino negli anni di vacche grasse e di finanza facile, ma poi finiti in una bolla di sapone.

 

Tornando all'operazione Allianz-Generali, il primo passaggio prevede l'investimento diretto delle due società nelle torri disegnate da Zaha Adid e da Isozaki, torri che verranno successivamente occupate dalle due società che qui concentreranno le proprie attività.

 

In particolare, per quanto riguarda Allianz, il controvalore complessivo che la società dovrà riconoscere a Citylife per torre e parte della componente residenziale è di 367 milioni di euro.

 

L’acquisizione sarà strutturata come compravendita di bene futuro, con pagamenti alla stipula e a stato di avanzamento lavori.

 

Generali properties acquisirà invece la torre Hadid e rileverà la partecipazione del 33% di Allianz in Citylife per 109 milioni di euro.

 

Il closing dell’accordo è previsto entro la fine del 2013.

 

L'impegno diretto delle Generali non è stato ancora determinato, e per due motivi: in primo luogo perché restando azionista unico di Citylife l'acquisto della torre Hadid costituirà, dal punto di vista contabile, una sorta di partita di giro.

 

In secondo luogo perché il prezzo finale di acquisto, e la conseguente riduzione della leva finanziaria che ne deriverà, sarà uno degli argomenti che verranno messi sul tavolo di negoziazione sul debito con le banche.

 

Alla fine dei giochi la compagnia triestina resterà azionista unico del progetto, avendo in passato rilevato anche la quota che originariamente faceva capo all'allora Fondiaria-Sai della famiglia Ligresti.  

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