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21 Maggio 2014

Investimenti internazionali: la Germania ruba appeal al Regno Unito

di Guglielmo Notari

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I volumi di compravendita di immobili retail in Germania hanno superato il totale dei deal di settore realizzati nel Regno Unito nel primo trimestre del 2014.

 

E' la prima volta che accade dal 2012.

 

Lo sottolinea un report di Cushman & Wakefield, secondo i cui calcoli gli investitori hanno acquistato negozi e centri commerciali in Germania per 3,43 miliardi di euro, più che raddoppiando il risultato dei primi tre mesi del 2013 (+116%).

 

I volumi scambiati in questo settore nel Regno Unito sono cresciuti nello stesso periodo “solo” del 27% totalizzando un totale di 3,37 miliardi di euro in valore assoluto.

 

Le due economie, quella tedesca e quella inglese, sono senz'altro le più floride del Vecchio Continente.

 

La Germania è stato il Paese che, in Europa, meno ha subito i rigori della crisi: c'è entrata, ma rapidamente ne è uscita grazie alla solidità del sistema economico e produttivo.

E ciò nonostante non siano state poche le istituzioni finanziarie coinvolte, dalle banche ai fondi immobiliari, che hanno avuto bisogno di un salvataggio di stato per non tracollare con il rischio di portarsi appresso tutto il sistema.

 

Nel Regno Unito la crisi è stata più pesante, anche perché la City è stato uno dei punti nevralgici della crac.

 

E' a Londra dove si “insaccavano le salsicce”, i titoli spazzatura contenenti frullati di crediti problematici in gran parte legati all'immobiliare e a mutui subprime, che poi venivano in gran parte spacciati sul grande mercato di Wall Street.

 

Il Paese ne è uscito anche grazie alla politica eterodossa decisa da David Cameron.

 

Invece che aumentare la spesa pubblica, come l'ortodossia keynesiana prevede in caso di crisi economica e come viene larvatamente e in modo sottinteso richiesto quando in Italia si parla della necessità di sforare l'obiettivo di deficit/Pil europeo, il premier inglese, tra il 2010 e il 2011, ha invece lanciato un programma di progressivi e incisivi tagli il budget delle pubbliche amministrazioni (della durata di una decina d'anni) e riduzione del deficit, procedendo anche con una massiccia campagna di licenziamenti dei dipendenti pubblici.

 

Il risultato è stato un rapidissimo recupero dell'economia.

 

Nel 2013 il Regno Unito ha chiuso l'anno con una crescita del Pil dell'1,9%, la Germania con un più modesto +0,4%.

 

Tutto questo, sul real estate, si è manifestato con il massiccio volume di investimenti che da tutto il mondo è convogliato su Londra e dintorni.

Ora, però, l'attenzione dei grandi investitori immobiliari internazionali si sta spostando dal Regno Unito proprio verso la Germania.

 

Motivo principale è la stabilità che l'economia renana garantisce rispetto a quella anglosassone.

 

Quello tedesco è un mercato a bassa volatilità, non solo per quanto riguarda il mattone, ma per tutto il sistema economico.

 

La tenuta dell'economia, e pertanto del reddito disponibile, prefigura un incremento costante dei consumi e rende quindi particolarmente interessante il comparto commerciale.

 

Non a caso i maggiori investitori in terra tedesca sono gradi compagnie assicurative, fondi pensione e money manager.

 

Tutti soggetti economici che prediligono la costanza dei rendimenti nel lungo periodo alle fiammate dei valori di compravendita.

 

Anche se, avvertono gli esperti, vista l'inadeguatezza dell'offerta rispetto alla domanda, non va affatto esclusa anche la possibilità di guadagni consistenti dalla compravendita in periodi relativamente brevi.

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