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14 Aprile 2026
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Almeno una casa su 10 di quelle costruite nel 2013 è abusiva o comunque non a norma.
Lo denuncia Legambiente, sulla base di una stima del Cresme, secondo cui nel 2013 sono stati costruiti 26mila immobili illegali, tra ampliamenti e nuove costruzioni, ovvero oltre il 13% del totale delle nuove costruzioni.
Il record di abusi appartiene alla Campania, con 175mila casi di violazioni.
La regione vanta il primato anche per numero di reati legati al ciclo del cemento illegale con 875 infrazioni accertate dalle forze dell'ordine nel 2012, il 13,9% del totale nazionale.
A livello provinciale Napoli guida la classifica con 305 infrazioni accertate (il 4,8% del totale nazionale), seguita da Salerno con 267 (il 4,2%).
E' la Sicilia, invece, a guidare la classifica 2013 dell'abusivismo edilizio nelle aree demaniali costiere, con 476 illeciti, 725 persone denunciate e 286 sequestri.
Sull'isola si registrano inoltre enormi difficoltà ad applicare la legge che prevede l'acquisizione e la successiva demolizione degli immobili: sono ancora in piedi le circa 5mila case costruite sulla spiagge di Castelvetrano-Selinunte e di Campobello di Mazara (solo una piccola parte delle circa 50mila stimate su tutte le coste siciliane), le 560 case nella zona di massima tutela della Valle dei Templi, le oltre 400 della Riserva della Foce del Simeto a Catania, i circa 360 immobili di Pizzo Sella, la famigerata "collina del disonore" a Palermo con 300 “scheletri”.
In generale il rapporto tra ordinanze di abbattimento ed esecuzioni è bassissimo: le demolizioni superano di poco il 10%.
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