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14 Aprile 2026
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Dopo mesi di lockdown da maggio la richiesta dei mutui è ripartita. Secondo l’analisi realizzata da Mutui.it, a fronte dell’aumento della domanda, le banche sembrano aver adottato una politica di apertura nella concessione del credito alle famiglie: l’importo medio erogato dagli istituti di credito tra l’1 maggio e il 15 giugno 2020 è cresciuto del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a 134.315 euro.
In questo modo, si legge nella rilevazione, l’erogato medio è tornato ai livelli registrati a inizio anno, nonostante oggi la situazione economica generale sia oggettivamente peggiore rispetto ad allora.
Ivano Cresto, responsabile Facile.it: “Vuoi per un effetto rimbalzo dopo lo stop forzato imposto dalla quarantena, o perché proprio durante questa la casa ha assunto un ruolo ancor più importante nella vita di tutti noi, tanti italiani sono tornati a presentare domanda di mutuo e le banche stanno rispondendo con grande apertura alla richiesta. Sebbene bisognerà aspettare fine anno per tracciare un bilancio complessivo, va di certo evidenziato che un ruolo importante lo sta giocando il canale online con il quale, a causa del periodo in cui si era costretti in casa, moltissimi consumatori hanno preso confidenza”.
Le richieste raccolte nel canale online sono caratterizzate da un incremento del peso percentuale delle surroghe che oggi rappresentano più di un terzo del totale domande di finanziamento (34%), erano poco più del 17% lo scorso anno.
Nuovi prodotti e criteri di selezione da parte delle banche
Ci sono istituti di credito che consentono di iniziare a pagare la prima rata del finanziamento dopo 12 mesi dalla stipula, concedendo così al cliente molto tempo per normalizzare la propria situazione lavorativa. Altri invece hanno lanciato finanziamenti green con tassi agevolati per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica.
Oltre all’adeguamento della propria offerta, molte banche hanno deciso di non irrigidire i criteri di valutazione dei richiedenti mutuo e, anzi, hanno adattato le proprie politiche a quelle condizioni diventate critiche proprio a causa dell’emergenza Covid, in primis in riferimento alla cassa integrazione, solitamente ritenuta un elemento ostativo alla concessione del finanziamento, ma oggi guardata con minore rigidità se connessa alla pandemia e alla situazione economica venutasi a creare a seguito di essa.
Tassi ancora ai minimi
Ad agevolare la situazione vi sono anche i tassi di interesse: a giugno i valori rilevati rimangono estremamente bassi, in linea con quelli eccezionali che si registrarono a marzo scorso e, se si guarda al fisso, più convenienti rispetto a quelli di inizio anno.
Secondo le simulazioni di Mutui.it a giugno per un finanziamento da 124.000 euro da restituire in 25 anni, con un rapporto mutuo/valore dell’immobile pari al 70%, i migliori tassi fissi (Taeg) disponibili online variano tra lo 0,95% e il 1,15%, con una rata compresa tra 463 euro e 477 euro; a inizio anno (gennaio), per questo stesso finanziamento i tassi variavano tra l’1,23% e 1,34%, vale a dire circa 300 euro in più all’anno di interessi; 7.500 euro se si considera l’intera durata del mutuo.
E anche sul fronte dei tassi variabili l’offerta rimane estremamente bassa, con Taeg che variano, per i parametri sopra indicati, tra 0,81% e 0,98% (rata tra 452 euro e 463 euro).
La distanza tra tassi fissi e variabili rimane quindi su livelli minimi e, in alcuni casi, ci si può imbattere in offerte fisse addirittura più convenienti di quelle variabili; non sorprende quindi vedere come oggi, secondo quanto emerso dall’analisi di Facile.it e Mutui.it, la scelta degli italiani sia quasi unanime; il 97% di chi ha presentato domanda nelle ultime settimane ha chiesto un fisso (erano l’86% 12 mesi fa).
I tassi di interesse estremamente bassi, uniti alla maggior apertura al credito da parte delle banche e alla nuova offerta di prodotti ad hoc, hanno contribuito a far abbassare l’età media degli aspiranti mutuatari che è oggi pari a 40 anni, due anni in meno rispetto a inizio 2020, segno che anche gli under 40 sono tornati a chiedere finanziamenti per l’acquisto della casa e questo incide sulla media.
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