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14 Aprile 2026
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Se fosse un’inchiesta su Berlusconi si parlerebbe di giustizia a orologeria.
Ma questa volta è peggio, visto che si parla di indagini che avranno ripercussioni sui pochissimi investitori stranieri nel real estate italiano.
A Ferragosto il gruppo Westfield ha rilevato il 50% del progetto del super centro commerciale all’Idroscalo di Milano, per 115 mln di euro.
Dopo appena due settimane la Procura di Monza apre un’inchiesta per presunte tangenti pagate per ottenere i permessi urbanistici.
Una tempistica devastante. Si attendono le reazioni da Londra, ma è facile pensare che non saranno per niente contenti.
Anche perchè il nuovo complesso dovrebbe chiamarsi Westfield Milan.
Le indagini riguardano Michele Molina, ingegnere attivo nella costruzione di centri commerciali.
Molina è amministratore delegato dell’Api, la società che cura la progettazione per conto dell’International Business Park del gruppo Stilo, guidato da Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta che di questi tempi sta avendo vicissitudini giudiziarie riguardo al calcio scommesse.
Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, Michele Molina è stato tirato in ballo nell’inchiesta monzese dall’imprenditore Piero Di Caterina.
Davanti ai pm Walter Mapelli e Franca Macchia, Di Caterina avrebbe raccontato di aver saputo dall’architetto Renato Sarno, vicino a Penati e anche lui indagato, di rapporti economici “opachi e anomali”, nonché di “passaggi di soldi”, tra lui e l’ingegner Molina nel periodo tra il 2007 e il 2008, proprio in relazione all’area della ex Dogana di Segrate, dove dovrebbe sorgere l’Idroscalo Center.
La International Business Park “prenderà in carico la riqualificazione del sistema viario dell’aeroporto di Linate fino allo svincolo di Tregazzano”, si legge in un comunicato dell’azienda del 14 agosto, “per un investimento di 65 milioni di euro”.
Una somma molto consistente che rappresenterebbe gli oneri di urbanizzazione a carico del costruttore.
Nello stesso comunicato è citato l’ingegner Molina, che di lì a qualche giorno sarebbe emerso come indagato dalla Procura di Monza.
“Attualmente il progetto sta seguendo la procedura di attuazione”, dice Molina, vale a dire “Valutazione ambientale strategica, Valutazione di impatto ambientale, presso gli organi competenti”.
Sul progetto c’è da registrare la denuncia di Mario De Gaspari, ex sindaco Pd di Pioltello (comune confinante con Segrate) e autore del libro “Il malessere delle città. Finanza immobiliare e inquietudini urbane”, pubblicato da ExCogita.
Quando si parlò di Idroscalo Center, scrive De Gaspari in lettera indirizzata a diversi esponenti del Pd lombardo, “mi opposi con tutte le mie forze a questo progetto, ma praticamente era vietato parlarne e questa fu una delle cause della mia emarginazione nel gruppo e nel partito”.
Ma questa volta è peggio, visto che si parla di indagini che avranno ripercussioni sui pochissimi investitori stranieri nel real estate italiano.
A Ferragosto il gruppo Westfield ha rilevato il 50% del progetto del super centro commerciale all’Idroscalo di Milano, per 115 mln di euro.
Dopo appena due settimane la Procura di Monza apre un’inchiesta per presunte tangenti pagate per ottenere i permessi urbanistici.
Una tempistica devastante. Si attendono le reazioni da Londra, ma è facile pensare che non saranno per niente contenti.
Anche perchè il nuovo complesso dovrebbe chiamarsi Westfield Milan.
Le indagini riguardano Michele Molina, ingegnere attivo nella costruzione di centri commerciali.
Molina è amministratore delegato dell’Api, la società che cura la progettazione per conto dell’International Business Park del gruppo Stilo, guidato da Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta che di questi tempi sta avendo vicissitudini giudiziarie riguardo al calcio scommesse.
Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, Michele Molina è stato tirato in ballo nell’inchiesta monzese dall’imprenditore Piero Di Caterina.
Davanti ai pm Walter Mapelli e Franca Macchia, Di Caterina avrebbe raccontato di aver saputo dall’architetto Renato Sarno, vicino a Penati e anche lui indagato, di rapporti economici “opachi e anomali”, nonché di “passaggi di soldi”, tra lui e l’ingegner Molina nel periodo tra il 2007 e il 2008, proprio in relazione all’area della ex Dogana di Segrate, dove dovrebbe sorgere l’Idroscalo Center.
La International Business Park “prenderà in carico la riqualificazione del sistema viario dell’aeroporto di Linate fino allo svincolo di Tregazzano”, si legge in un comunicato dell’azienda del 14 agosto, “per un investimento di 65 milioni di euro”.
Una somma molto consistente che rappresenterebbe gli oneri di urbanizzazione a carico del costruttore.
Nello stesso comunicato è citato l’ingegner Molina, che di lì a qualche giorno sarebbe emerso come indagato dalla Procura di Monza.
“Attualmente il progetto sta seguendo la procedura di attuazione”, dice Molina, vale a dire “Valutazione ambientale strategica, Valutazione di impatto ambientale, presso gli organi competenti”.
Sul progetto c’è da registrare la denuncia di Mario De Gaspari, ex sindaco Pd di Pioltello (comune confinante con Segrate) e autore del libro “Il malessere delle città. Finanza immobiliare e inquietudini urbane”, pubblicato da ExCogita.
Quando si parlò di Idroscalo Center, scrive De Gaspari in lettera indirizzata a diversi esponenti del Pd lombardo, “mi opposi con tutte le mie forze a questo progetto, ma praticamente era vietato parlarne e questa fu una delle cause della mia emarginazione nel gruppo e nel partito”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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