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I mercati emergenti continuano ad avere livelli di indebitamento sul Pil più bassi rispetto ai mercati sviluppati. Tuttavia, dal 2009 in poi, i primi hanno visto aumentare il loro livello di indebitamento fino a raggiungere in media, tenendo in considerazione gli ultimi dati disponibili, il 183% circa del PIL. Così Patrick Zweifel, chief economist di Pictet Asset Management per il quale le determinanti di questo aumento sono da cercare nel 'fattore' Cina.
"Escludendo la Cina dal gruppo dei Paesi Emergenti considerati - sottolinea Zweifel - si scopre che il livello di indebitamento degli ultimi 20 anni sia stato pressoché in equilibrio. Questa è una considerazione fondamentale positiva per gli investitori. La Cina rappresenta ora il 42% delle emissioni di crediti a breve scadenza dei mercati emergenti, paragonato al 18% di cinque anni fa. La maggior parte di questi dato fa riferimento a due settori: immobiliare e servizi finanziari. La maggior parte dell’aumento deriva dal debito aziendale cinese. Per contro, il debito pubblico (sovrano) e il debito delle famiglie sono rimasti piuttosto stabili".
L’aumento del 45,4% sul PIL in Cina è avvicinato solamente dal dato della Turchia, con un incremento del 29,1% del PIL. Siamo in presenza di un problema? Per Zweifel "sebbene le dimensioni del debito aziendale cinese siano state considerate fonte di rischio, sistemico globale da parte dei decisori politici, non si ritiene che la bolla possa esplodere".
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