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25 Maggio 2022

Ranieri (Casavo): introdurre misure per favorire la rigenerazione urbana

di E.I.

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"É necessario introdurre un'imposta di registro agevolata sulle cessioni di fabbricati abitativi e porzioni degli stessi ad operatori professionali che eseguano interventi di efficientamento energetico per favorire il processo di rigenerazione urbana". Queste le parole di Victor Ranieri, Country Manager Italia di Casavo, in audizione al Senato, in relazione all'esame dell'atto COM (2021) 802 ovvero sulla tematica "Prestazione energetica nell'edilizia".

La Direttiva presa in esame (COM (2021) 802) contempla quasi esclusivamente l'asset immobiliare nella sua interezza e non si riferisce a quelle che possono essere le singole unità abitative, o commerciali, presenti in un edificio, diversamente da quanto accade in altri Paesi. Casavo ritiene sia il momento di agire in tempi brevi a un livello più capillare, secondo un modello di riqualificazione casa per casa.

In Italia la normativa vigente, secondo Casavo, disincentiva l'attività di acquisto e riqualificazione volta alla rivendita, infatti l'imposta di registro per un'impresa professionale è al 9%, come nel caso dei privati, quando invece dovrebbero esservi meccanismi, come in altri Paesi Ue, che incentivano l'ingresso di operatori professionali nel mercato residenziale per dare impulso a tali ristrutturazioni.

"Alla luce dell'esperienza maturata in diversi mercati europei, Casavo ha elaborato una proposta per favorire una maggiore presenza di operatori professionali sul mercato dell'edilizia residenziale. In particolare, riteniamo necessario introdurre un'imposta di registro fissa nella misura di 200€ sulle cessioni di fabbricati abitativi o porzioni di fabbricati abitativi a operatori professionali che eseguano interventi di efficientamento energetico, rientranti nell'ambito del Sismabonus o dell'Ecobonus, e che rivendano tali fabbricati o porzioni degli stessi entro 5 anni" ha spiegato il Country Manager Italia di Casavo.

Tale misura darebbe ulteriori incentivi alle imprese che intendono investire nella riqualificazione del settore residenziale esistente e favorirebbe il processo di rigenerazione urbana. In alternativa, Casavo propone l'introduzione di un'imposta di registro agevolata nella misura dell'1%, in modo da allineare l'Italia al resto d'Europa.

Tale approccio è già realtà in altri Paesi europei, dove Casavo è riuscita a esportare il proprio modello di business con successo: è il caso della Spagna, dove l'imposta di registro, regolata a livello di comunità autonome, è ridotta al 2% se l'acquirente soggetto passivo IVA iscrive l'immobile nell'attivo circolante, e ha quale attività principale la costruzione, ristrutturazione o compravendita di beni immobili e si impegna a rivendere l'immobile entro 3 anni dall'acquisto o del Portogallo, dove è prevista un'esenzione dall'imposta di registro se l'acquirente esercita quale attività prevalente l'acquisto e rivendita di beni immobili e dichiara che l'acquisto è effettuato con la finalità di rivendere l'immobile entro 3 anni. Ancora, in Francia l'imposta di registro è ridotta allo 0,715% se l'acquirente soggetto passivo IVA si impegna a rivendere l'immobile entro 5 anni dall'acquisto.

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