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22 Maggio 2014

Sardegna: tensione abitativa in aumento, serve piano di edilizia pubblica

di I. L.

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Da qui a dieci anni in Sardegna ci saranno circa 32mila famiglie in più con una media, tra nuclei nuovi e estinzione di quelli esistenti, di tremila famiglie l'anno.

Quelle di nuova composizione saranno soprattutto famiglie con un reddito inferiore ai 18 mila euro annui netti.

Da questa premessa - di cui parla uno studio della Cna Sardegna - è scattato l'allarme sullo scenario abitativo, che mette in evidenza la necessità che la Regione lanci un adeguato programma di edilizia pubblica e convenzionata.

L'intervento necessario nelle principali aree urbane - hanno sottolineato Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario regionale della Cna sarda e presidente della Cna Costruzioni - dove la tensione abitativa e le maggiori difficoltà di accesso al mercato edilizio rischiano di amplificare una crescente situazione di disagio abitativo.

In base allo studio della Cna, che tiene conto dei dati anagrafici e dell'ultimo censimento della popolazione, in Sardegna risiedono attualmente 771.494 famiglie (corrispondenti a 1,634 milioni abitanti).

Oltre il 55% si localizza nelle province di Cagliari e Sassari e un altro 10% nella provincia di Olbia-Tempio.

Solo nel 24% dei casi la persona di riferimento del nucleo familiare ha meno di 45 anni, una percentuale che sale al 27% in Gallura e scende a meno del 20% nell'Oristanese.

 

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