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Anche se i tassi ufficiali della BCE restano al momento fermi, con ipotesi di rialzo, l’Euribor a tre mesi 360 (l’indicatore utilizzato tra l’altro per il calcolo degli interessi dei mutui a tasso variabile) corre. In un mese, dal 12 febbraio al 13 marzo 2026, è infatti passato dall’1,98% al 2,16%, il massimo negli ultimi 12 mesi. L’incremento è particolarmente rilevante perché avviene a prescindere dalle politiche monetarie continentali. Se il sistema bancario ritiene già oggi più rischioso che in passato concedere un mutuo, c’è da essere sicuri che eventuali aumenti del costo del denaro decisi dalla BCE si rifletteranno immediatamente sulle rate dei mutui.
Se per il singolo acquirente l’aumento della rata significa per il momento qualche decina di euro al mese, per i finanziamenti degli sviluppi immobiliari c’è da aspettarsi, oltre a un aumento non trascurabile dei tassi, una stretta nelle concessioni di credito. Nei momenti di crisi avviene puntualmente: i progetti imponenti non hanno particolari rallentamenti nonostante l’aumento dei costi, mentre le iniziative meno rilevanti si possono ritenere a rischio rifiuto dei finanziamenti.
Intanto la Banca d’Italia certifica che il tasso medio applicato ai mutui (Euribor + interessi della singola banca) a gennaio 2026 è stato del 3,87% (quando l’Euribor era intorno al 2%). Quindi, visto l’andamento dell’Euribor sopraesposto, sappiamo già oggi che la media dei tassi applicata ai mutui sarà superiore al 4%.
Attenzione a chi ha già mutui variabili attivi. Serve ricordare che fino a tempo fa, precisamente fino al 13 luglio 2022, l’Euribor era addirittura negativo.
Passare a oltre 2%, che supera il 4% finito, potrebbe rendere insostenibile la rata mensile.
Anche se i tassi ufficiali della BCE restano al momento fermi, con ipotesi di rialzo, l’Euribor a tre mesi 360 (l’indicatore utilizzato tra l’altro per il calcolo degli interessi dei mutui a tasso variabile) corre. In un mese, dal 12 febbraio al 13 marzo 2026, è infatti passato dall’1,98% al 2,16%, il massimo negli ultimi 12 mesi. L’incremento è particolarmente rilevante perché avviene a prescindere dalle politiche monetarie continentali. Se il sistema bancario ritiene già oggi più rischioso che in passato concedere un mutuo, c’è da essere sicuri che eventuali aumenti del costo del denaro decisi dalla BCE si rifletteranno immediatamente sulle rate dei mutui.
Se per il singolo acquirente l’aumento della rata significa per il momento qualche decina di euro al mese, per i finanziamenti degli sviluppi immobiliari c’è da aspettarsi, oltre a un aumento non trascurabile dei tassi, una stretta nelle concessioni di credito. Nei momenti di crisi avviene puntualmente: i progetti imponenti non hanno particolari rallentamenti nonostante l’aumento dei costi, mentre le iniziative meno rilevanti si possono ritenere a rischio rifiuto dei finanziamenti.
Intanto la Banca d’Italia certifica che il tasso medio applicato ai mutui (Euribor + interessi della singola banca) a gennaio 2026 è stato del 3,87% (quando l’Euribor era intorno al 2%). Quindi, visto l’andamento dell’Euribor sopraesposto, sappiamo già oggi che la media dei tassi applicata ai mutui sarà superiore al 4%.
Attenzione a chi ha già mutui variabili attivi. Serve ricordare che fino a tempo fa, precisamente fino al 13 luglio 2022, l’Euribor era addirittura negativo.
Passare a oltre 2%, che supera il 4% finito, potrebbe rendere insostenibile la rata mensile
Le incertezze sul fronte energetico e dell’inflazione collegate alla crisi del Golfo hanno alimentato l'incremento degli Euribor a 3 e 6 mesi in queste ultime settimane, mentre l'Euribor a un mese rimane per adesso stabile intorno all'1,95%, e i future sugli Euribor proiettano al momento un possibile progressivo seppur limitato rialzo negli anni futuri, spiega Roberto Anedda di Credipass.
Rispetto ai tassi medi di mercato sono comunque disponibili migliori offerte che partono dal variabile a 2,30% - 2,40% e appena sopra il 3% per il fisso, e ancora più ridotti in caso di agevolazioni collegate a mutui green o Consap.
Il mercato offre quindi tuttora condizioni di accessibilità al mutuo a tassi contenuti, ma eventuali aumenti porterebbero a rate più elevate e minore sostenibilità e accessibilità al mutuo. Bene, pertanto, valutare attentamente le diverse soluzioni disponibili rispetto alla propria situazione economica. In quest'ottica di possibili rialzi può tornare ad essere un'opzione da considerare anche quella del tasso variabile con il cap, che garantisce un tetto massimo agli aumenti di tasso e rata.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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