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12 Maggio 2026
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La cifra è ripartita in due plafond di pari importo: uno denominato Ricostruzione Sisma 2012 e l’altro Moratoria Sisma 2012.
Questo secondo è indirizzato ai titolari di redditi d'impresa per permettere loro una dilazione nel pagamento di imposte e contributi; le procedure sono disegnate dall'articolo 11 del decreto legge 174/2012, in corso di conversione.
Con il plafond Ricostruzione vengono finanziate famiglie e imprese per riparare, ripristinare e ricostruire case e capannoni.
I due plafond diverranno operativi successivamente alla sottoscrizione di apposite convenzioni tra Cdp e Abi, le quali dovranno essere coerenti con le norme statali che hanno previsto i finanziamenti.
Il ricorso alla Cdp consente di non far gravare o per dilazionarne il peso sul bilancio dello stato gli aiuti stabiliti a favore dei terremotati.
I finanziamenti agevolati non comportano oneri per cittadini e imprenditori.
Per rendere nuovamente agibili gli immobili danneggiati, il dipartimento per la protezione civile - nel documento di richiesta dell'intervento del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea - ha valutato un fabbisogno finanziario di 13,2 miliardi di euro.
I danni agli edifici privati sono stimati in circa 3 miliardi e quelli agli edifici pubblici ammontano a 732 milioni; il patrimonio artistico e storico è stato colpito per 2,7 miliardi e superano i 5 miliardi di euro i danni alle attività economiche.
Come evidenzia la Banca d’Italia, nell'area dei comuni dell’Emilia Romagna colpiti dal sisma (dove si concentra la quasi totalità dei danni) sono localizzate unità produttive che danno lavoro all'1,1% del totale degli addetti del paese e all'1,6% di quelli dell'industria (Mirandola, uno dei paesi terremotati, è la capitale del distretto biomedicale, Carpi del tessile, Modena ha una forte industria meccanica).
Ancora più rilevante (2%) è l'apporto all'export italiano e il contributo dell’area al reddito nazionale supera l’1%.
Sono dati che testimoniano l’urgenza della ricostruzione per l'economia italiana, oltre che, naturalmente, per la popolazione.
Per riparare i danni del sisma, il Governo ha messo a disposizione circa 9 miliardi di euro (per le finalità si veda il dossier della Regione Emilia Romagna in allegato).
I 6 milioni di euro del plafond Ricostruzione devono essere erogati applicando l'articolo 3 bis del decreto legge 95/2012 (Spending review).
È previsto che per riparare e ricostruire case e capannoni, i loro proprietari possano ottenere un finanziamento agevolato di ammontare pari all'80% della spesa riconosciuta ammissibile.
Per ammortizzare il mutuo "in capo al beneficiario del finanziamento matura un credito d'imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all’importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti”.
In sostanza, il finanziamento agevolato non costa niente a chi lo riceve e si configura come un contributo a fondo perduto.
Essendo il credito d'imposta fruibile esclusivamente in compensazione, può solo essere sottratto dalle imposte dovute, ma in caso di incapienza del contribuente non opera come un’imposta negativa.
L'ammontare di esso che non trova capienza nelle imposte di un anno potrà essere recuperato nel successivo, ma per i contribuenti (sia persone fisiche sia persone giuridiche) con redditi bassi potrebbe succedere che - nell’arco dell’intero periodo di ammortamento del mutuo - l’importo complessivo delle imposte che un soggetto deve pagare potrebbe risultare inferiore alla somma complessiva di capitale e interessi da restituire alla banca.
Se ad essi non fosse permesso di avvalersi del credito d’imposta anche dopo avere ammortizzato completamente il finanziamento, fino ad esaurimento del credito, l'ammontare del contributo ottenuto sarebbe inferiore all'80% di cui hanno diritto.
Questo possibile “inconveniente” potrebbe essere evitato, se, fermo restando il meccanismo del finanziamento previsto, il credito d'imposta maturasse non in capo ai singoli beneficiari dei finanziamenti bensì in capo agli istituti di credito che li erogano, i quali non avrebbero problemi di capienza.
Tale alternativa sarebbe di giovamento per i beneficiari dei finanziamenti agevolati, ma semplificherebbe notevolmente anche l'intera procedura operativa.
Lo stato e le tre regioni interessate hanno sottoscritto, come previsto, il protocollo d'intesa con cui sono stati individuati i criteri per attuare il dl 74/2012.
Il protocollo ha modificato l'articolo 3 bis di quel decreto, rendendo finanziabili anche gli interventi di ricostruzione degli immobili sfitti al momento del sisma. Il dl 174/2012 detta ulteriori norme per superare le conseguenze del sisma ed eleva, sostanzialmente, a norma di legge il protocollo.
In occasione della conversione di quel decreto è possibile attribuire alle banche la titolarità del credito d'imposta.
Quella potrebbe essere anche l'occasione per permettere, ai soggetti che ne beneficiano, di utilizzare il contributo ad ognuno di essi spettante per acquistare un alloggio o un capannone già costruito, in alternativa al ripristino di quello già di proprietà ma inagibile.
Questo porterebbe due vantaggi: a chi ha avuto la casa distrutta di ritornare con celerità alla "normalità" e di alleggerire il mercato di una parte degli alloggi da alcuni anni invenduti per il sopraggiungere della crisi.
Allegati:
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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