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13 Febbraio 2012

Terremoto, per la casa dello studente il progettista non si può processare. E' troppo vecchio

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Perde un indagato il filone sul crollo della Casa dello studente dell'Aquila, in cui morirono otto giovani.
 
Nell'udienza preliminare di sabato 11 febbraio, celebrata nonostante l'emergenza neve e gelo in Abruzzo, l'anatomopatologo Ildo Polidoro, nominato dal Gup Giuseppe Grieco, ha stabilito che Claudio Botta, 92 anni, progettista e direttore dei lavori dell'edificio costruito nel 1965 e uno degli indagati, non può essere processato.
 
Il consulente ha certificato che l'anziano è affetto da demenza senile e alzheimer.
 
Il giudice, a quel punto, ha deciso di stralciare la sua posizione e ha nominato la moglie curatrice speciale.
 
Nella scorsa udienza l'avvocato Massimo Carosi, legale di fiducia di Botta, aveva presentato l'istanza di non imputabilità.
 
Dopo questo passaggio il giudice Grieco ha aggiornato l'udienza al prossimo 10 marzo, quando gli avvocati difensori svolgeranno il controesame del perito Gabriella Mulas, che in una relazione di oltre 1.300 pagine ha affermato che il crollo della palazzina non va attribuito solo alla forza del terremoto del 6 aprile 2009 ma anche a errori di progettazione iniziale e dei successivi restauri, oltre che al mancato controllo amministrativo.
 
Gli indagati, divenuti dieci dopo l’ultima decisione, con le accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, sono Walter Navarra, Domenico Bernardino Pace, Carlo Giovani, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, Massimiliano Andreassi, Giorgio Gaudiano, Luca Valente, Luca D'Innocenzo e Pietro Sebastiani
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