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12 Luglio 2017

Usa: la crisi degli shopping mall

di J.B.

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L’era dei grandi centri commerciali americani sembra ormai avviata verso la sua conclusione, per far posto all’epoca della compravendita online.

Proprio i famigerati shopping mall, grandi strutture accusate di distruggere i piccoli commercianti locali con i loro prezzi scontati e la loro ampia offerta, devono soccombere all’avvento di un sistema ancora più comodo per i consumatori, che adesso hanno la possibilità di comprare senza neanche uscire di casa.

Lo shopping attraverso internet costituisce la naturale evoluzione di questi giganti del consumismo: si salta un passaggio, niente più punto vendita, consegna diretta dal magazzino del grossista, per ottenere un ulteriore risparmio da parte del cliente, oltre ad una maggiore scelta, non più limitata alla capienza degli scaffali del negozio.

Gli Stati Uniti hanno investito in massa nei grandi centri commerciali, cattedrali del deserto che collegano le grandi città con i suburbs, i quartieri residenziali nelle periferie. Queste strutture hanno contribuito a fornire non solo i generi di prima necessità, ma anche un luogo di aggregazione con spazi e strutture adeguate a trascorrere un’intera giornata con tutta la famiglia, tendenza in aumento anche nel resto del mondo.

L’avvento di un nuovo stile di vita e di nuove modalità di consumo hanno portato alla creazione di vere e proprie città fantasma, strutture gigantesche abbandonate per mancanza di clienti. Le famiglie della periferia americana ha ormai sviluppato un nuovo stile di vita, fatto di diverse attività, all’interno del quale la consegua a domicilio è diventata la normalità, se non una necessità.

Oltre alla grande distribuzione, anche i piccoli negozi presenti all’interno e nelle vicinanze dei centri commerciali sono investiti dall’onda delle nuove modalità di consumo. Se chiude il grande mall, nessuno avrà motivo di frequentare quella zona.

Per esempio sono 170 i negozi chiusi da Bebe, un marchio di moda che sembrava lanciatissimo ancora pochi anni fa ed ora si riconverte per vendite solo online. La catena di moda per adolescenti Rue21 chiude 400 negozi su 1.100. Il settore delle vendite al dettaglio in America ha visto 8.600 chiusure solo nel primo trimestre di quest' anno.

L'intero mondo della distribuzione fisica, con punti vendita su strada, dagli shopping mall alle boutique di nicchia, ha eliminato 50 mila posti di lavoro dall' inizio del 2017.

Secondo uno studio di Ggp, i centri commerciali per ri-dimensionarsi su misura della spesa attuale dovrebbero chiudere il 30% dei loro spazi e licenziare quasi cinque milioni di persone.

Intanto le vendite attraverso internet hanno conquistato una quota di mercato del 10%, ma il margine di crescita è ancora enorme. Amazon è arrivata in ritardo nell'ultima frontiera che è la spesa per alimenti freschi, ma ora cerca di recuperare il terreno con l' acquisizione dei supermercati salutisti Whole Foods o con l’idea dei negozi senza personale.

A gioire di questa rivoluzione è il mercato della logistica, sempre più importante nell’epoca delle consegne entro 24 ore offerte dai grandi portali di shopping online. Un periodo d’oro per l’industria tecnologica, incaricata di proporre nuove soluzioni, come la consegna attraverso i droni, in corso di sperimentazione in alcune città.

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