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12 Aprile 2020

Via libera al concordato Astaldi, parte Progetto Italia

di G.I.

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Parte Progetto Italia. Il nuovo polo delle costruzioni italiano con respiro internazionale diventa finalmente una realtà con l'approvazione del concordato preventivo in continuità aziendale per Astaldi: ha ottenuto una maggioranza del 58,32% da parte dell'adunanza dei creditori, che concretizza l'acquisizione del controllo da parte di Salini Impregilo.
Si tratta di “un'operazione storica di sistema – ha commentato Pietro Salini, l'amministratore delegato di Salini Impregilo - e grazie al supporto di tutti gli attori in gioco, in particolare Cdp e istituti di credito, si crea il gruppo Webuild, per guardare con fiducia al futuro dell'Italia e pianificare con coraggio nuova occupazione nel settore delle infrastrutture, che rappresenta circa l'8% del Pil nazionale”.

Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cdp:“il Progetto Italia, avviato anche con il supporto del Gruppo Cdp per dare solidità e una prospettiva di lungo termine alla filiera, diventa oggi sempre più concreto e reale e sarà un importante volano per la ripartenza dell'economia”.
Concretizzare Progetto Italia significa infatti creare l'annunciato gruppo Webuild, risultante dal progetto d'integrazione con Astaldi, che impiegherà circa 70.000 lavoratori diretti e indiretti a livello globale, per un totale di circa 130.000 considerando l'intero indotto. Solo in Italia saranno 11.000 dipendenti diretti e indiretti, in tutto 25.000 con l'indotto.
Quanto agli ordini, solo Salini Impregilo e Astaldi in Italia ne hanno effettuati per quasi 1,3 miliardi di euro nel biennio 2018-2019, e la sola Salini Impregilo ha lavorato nel 2019 con oltre 1.500 aziende, il 90% delle quali di piccole e medie dimensioni.
“Progetto Italia, oltre a creare valore per gli azionisti – ha evidenziato Salini - valorizzerà il know-how italiano e creerà opportunità di crescita per le pmi italiane della filiera delle costruzioni".

Da sbloccare del resto in Italia ci sono 36 miliardi di opere infrastrutturali in situazione di stallo, che possono essere attivati creando un ulteriore effetto volano su occupazione e filiera. Tra le opere ferme ce ne sono alcune cantierabili già nel 2020, per circa 30 miliardi, cui sono agganciati nuovi occupati, che sono stimati in 37.500 persone, molte delle quali nel Sud Italia. Interventi infrastrutturali che si mostrano, secondo il general contractor di Progetto Italia, sempre più urgenti anche in funzione anticiclica.

“Il Paese ha dimostrato una grande coesione ed un forte senso di responsabilità per il raggiungimento di un obiettivo comune: rimettere in moto l'intero settore in Italia, lavorando tutti insieme alla creazione di opportunità di occupazione per i giovani soprattutto nel Sud Italia, e tutelando i lavoratori del settore che in molti casi rappresentano l'eccellenza delle competenze a livello globale. Ora bisogna rimboccarsi le maniche – ha proposto Pietro Salini - e fare partire concretamente i lavori. Serve un grande impegno a livello nazionale per rimettere in piedi un settore che sta perdendo terreno nei confronti dei competitor internazionali, che ha grandi opportunità di crescita e che può creare immediato lavoro in Italia”.

Per l'adunanza dei creditori di Astaldi restano da concludere quelli che sono diventati dettagli, vista la maggioranza già sancita sul concordato: i creditori che non hanno ancora votato, avranno tempo altri venti giorni, fino al 29 aprile. La maggioranza era peraltro già scontata sulla carta, dal momento che il debito da 3,5 miliardi di Astaldi è in mano alle banche per poco più del 56% e per circa il 4% ai titolari del bond da 140 milioni, che si erano già espressi a favore il 25 febbraio.  E questo nonostante sullo sfondo permanga la battaglia di una parte dei bondholders Astaldi pronti a contestare l’eventuale omologa del Tribunale alla proposta di concordato.

Nell'ultimo mese Astaldi in Borsa ha guadagnato il 44% man mano che l'acquisizione da parte di Salini Impregilo e il piano di ristrutturazione e rilancio prendeva forma. Ancora più importante il rally della stessa Salini Impregilo, che da inizio marzo ha recuperato quasi l'80%.
D’altronde solo pochi giorni fa, ed era abbastanza scontato,  è arrivato anche il benestare di Bruxelles, che ha evidenziato come l'operazione non desti preoccupazioni sul livello di concorrenza nel mercato unico. Astaldi è, infatti, attiva in 10 Stati Ue e 30 fuori dall'area economica europea, mentre Salini Impregilo in 4 europei e in 14 extra Ue.
Astaldi ha proseguito nel frattempo nel suo piano di rafforzamento, che prevede entro il 2022 la dismissione di tutte le concessioni, per entrare in Progetto Italia. E' di poco meno di un mese la vendita di Astaldi del cosiddetto Terzo ponte sul Bosforo, con relativi 150 chilometri di autostrada.
Salini Impregilo prosegue intanto coi cantieri: alla vigilia dell'adunanza ha riaperto, con Astaldi, quello della metro 4 di Milano, "adottate misure di sicurezza straordinarie che mirano a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire ogni forma di contagio" da coronavirus.

Proseguono anche i lavori sulla linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari, che vede all'opera insieme Salini Impregilo e Astaldi. In una fase di emergenza nazionale legata al coronavirus e "nel pieno rispetto delle norme di prevenzione", fa sapere il Gruppo, le attività nei cantieri della tratta Napoli-Cancello vanno infatti avanti con 200 persone al lavoro e col contributo anche dei subcontraenti provenienti da numerose regioni d'Italia. La tratta, del valore di 397 milioni di euro commissionata da Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs) e con la direzione lavori di Italferr, interessa la prima parte della direttrice Napoli-Bari. Al momento i lavori riguardano la realizzazione dei viadotti ferroviari che si snoderanno per circa 4 chilometri attraversando un centro commerciale, passando nell'area dello stabilimento Fca di Pomigliano e scavalcando arterie stradali con ponti metallici. Sono in corso anche le realizzazioni dei diaframmi della galleria che consentirà la connessione della nuova linea Av con la nuova stazione Av di Napoli Afragola.

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