Secondo l'European M&A Outlook l'Italia si posiziona al primo posto in Europa per la crescita del valore delle operazioni di fusione e acquisizione.
Oltre il 60% dei professionisti del settore prevede una ripresa del mercato M&A in Europa nei prossimi 12 mesi, sebbene permanga un certo grado di incertezza in Italia. Quasi due terzi degli intervistati anticipano un incremento delle operazioni di M&A in Europa nel prossimo anno, con il 20% che prevede una crescita significativa, segnando un'importante inversione di tendenza rispetto al 3% registrato nello studio dell'anno precedente.
Nel primo semestre del 2024, il valore complessivo delle transazioni è aumentato del 31% su base annua, raggiungendo i 439 miliardi di euro. In Italia, il valore delle operazioni è cresciuto del 159%, attestandosi a 37,1 miliardi di euro. Tuttavia, si è registrato un calo nel numero delle operazioni complessive (-8%) e solo un -4% in Italia.
Il divario di valutazione tra acquirenti e venditori (24%) è stato identificato come il principale ostacolo alle operazioni di M&A europee, seguito dall'inflazione e dall'andamento dei tassi di interesse (18%).
Il 55% degli intervistati prevede un aumento dell'interesse degli acquirenti mediorientali per gli asset europei. Quasi tutti gli intervistati (90%) considerano importante il fattore diversity & inclusion di un'azienda target.
Secondo l'European M&A Outlook 2025 di Cms, realizzato in collaborazione con Mergermarket, l'Italia ha performato meglio rispetto agli altri Paesi europei per quanto riguarda i dati sul valore e sul volume delle operazioni di M&A nel primo semestre del 2024.
A fronte di un aumento medio del 31% del valore delle operazioni in questo periodo, l'Italia ha visto una crescita del 159%, arrivando a un valore di 37,1 miliardi di euro e avvicinandosi ai dati assoluti di Francia (44,1 miliardi), Spagna (37,9 miliardi) e Germania (53,3 miliardi).
Anche per quanto riguarda il volume delle operazioni, l'Italia ha registrato il calo più contenuto tra i Paesi europei, con una diminuzione del 4% rispetto a una media dell'8%.
Per quanto riguarda le prospettive future, quasi due terzi dei professionisti prevedono un aumento dell'attività di M&A in Europa nei prossimi 12 mesi. Tra questi, il 20% afferma che l'attività aumenterà significativamente. Questo dato è in netto contrasto con le previsioni dello scorso anno, quando solo il 3% prevedeva un aumento importante. Guardando all'Italia, tuttavia, solo il 4% degli intervistati la indica come il Paese in cui si assisterà a una maggiore crescita.
Per quanto riguarda i settori, invece, il 50% degli intervistati indica il settore TMT come il più dinamico nell'attività di M&A in Europa.
Pietro Cavasola, Managing Partner di Cms in Italia e specializzato in operazioni di M&A: "I risultati di questa ricerca delineano una tendenza sia a livello europeo sia nazionale che vede un mercato caratterizzato da un minor numero di operazioni ma di più alto valore rispetto al passato. Operazioni quindi più importanti con un impatto maggiore sui diversi settori di riferimento. Una tendenza che a nostro avviso è destinata a modificarsi con il calo dei tassi d'interesse e dei livelli di inflazione. Ad ogni modo, i dati relativi all'attività M&A in Italia nel primo semestre 2024 rispecchiano la crescita del valore delle aziende italiane negli ultimi anni e premiano chi ha investito maggiormente in ricerca e sviluppo e in attività ad alto valore aggiunto. Guardando ai prossimi mesi, le previsioni ci parlano di un mercato complessivamente in crescita in Europa. L'Italia, dopo aver fatto registrare il massimo nel 2023, potrebbe stabilizzarsi sui livelli raggiunti".
Digitalizzazione e altri principali driver
Quasi un quinto degli intervistati (17%) prevede che la digitalizzazione sarà il motore principale dell'attività di M&A dei buy-side in Europa nei prossimi 12 mesi. Tuttavia, gli intervistati identificano anche diversi altri fattori chiave come driver per la crescita delle operazioni M&A, come le opportunità distressed (14%) e il crescente interesse da parte di acquirenti stranieri (14%). Una pluralità di fattori che indica un mercato sempre più sano e competitivo in Europa.
Diversity e Inclusion
Quasi tutti gli intervistati (90%) descrivono come "importante" il fattore diversity & inclusion di un'azienda target. Tuttavia, esistono differenze regionali. Gli intervistati delle regioni del Nord Europa conferiscono molta importanza a questo fattore, con il 48% che afferma che la diversità è un elemento cruciale. Nel frattempo, solo il 13% dei professionisti dell'Europa meridionale (tra cui anche l'Italia) condivide questa opinione.
Divario nella valutazione come principale ostacolo
Le aspettative di prezzo tra acquirenti e venditori sono emerse chiaramente come il principale ostacolo alle transazioni nei prossimi 12 mesi, con il 24% degli intervistati che le pone al primo posto della graduatoria. Inoltre, l'inflazione e i tassi d'interesse rappresentano per il 18% degli intervistati il principale freno alla conclusione delle operazioni in Europa.
Il tema della valutazione delle operazioni sembra destinato a perdurare nel tempo alla luce del contesto macroeconomico. Con gli indici dei mercati pubblici in crescita nell'ultimo anno (l'MSCI World è salito di oltre il 20% nel primo semestre '24), le valutazioni delle società sono rimaste comunque elevate indipendentemente dai costi di finanziamento e dallo scenario ancora caratterizzato da grande incertezza.
Interesse mediorientale
Secondo i dati di Mergermarket, tra il 2016 e il 2021 il valore medio aggregato delle operazioni condotte da offerenti mediorientali che hanno puntato ad attività in Europa occidentale è stato poco inferiore a 6 miliardi di dollari all'anno. Solo nel primo semestre del 2024, gli acquirenti mediorientali hanno annunciato operazioni nel continente per un totale di quasi 23,3 miliardi di dollari. Una crescita rilevante sostenuta dall'aumento dei prezzi del petrolio.
Questa tendenza non è sfuggita agli intervistati: il 42% afferma di aver visto un maggior numero di acquirenti mediorientali nei mercati europei delle fusioni e acquisizioni nell'ultimo anno.
Outlook
Dopo un generale periodo di riflessione in Europa nel 2023, durante cui i professionisti hanno assorbito gli shock del rapido aumento dell'inflazione e dei tassi d'interesse elevati, i segnali per il 2024 indicano che l'attività di M&A in tutta Europa sta tornando ad alti livelli di crescita.




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