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14 Aprile 2026
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L'interesse delle aziende per le Life Sciences è stato forte negli ultimi dieci anni. In tutta l'EMEA, a partire dal 2010, nel settore sono stati investiti 81,5 miliardi di dollari. Nel 2020 la regione ha visto crescere gli investimenti corporate da parte delle aziende del 72%.
È ciò che emerge dal nuovo report di Colliers che esamina l'ondata di investimenti nelle Life Sciences e le sue implicazioni per l’immobiliare. Il report identifica le opportunità per proprietari e investitori sia nei mercati consolidati sia in quelli in crescita, dal momento in cui il settore è destinato a crescere in maniera significativa.
La maggior parte dei nuovi investimenti in questo settore a partire dal 2010 è andata nella produzione di prodotti farmaceutici e dispositivi medici, arrivando a rappresentare il 59% degli investimenti di capitale (33,6 miliardi di dollari) davanti all'11,4% dell’R&S (15,5 miliardi di dollari). I cluster Life Sciences esistenti, nello stesso periodo, hanno dominato gli investimenti aziendali, rappresentando il 67% dell'attività in tutta Europa, con l'ambiente fiscale favorevole della Repubblica d'Irlanda all'interno dell'UE e il sostegno multimiliardario al settore che la rende una calamita per i fondi aziendali.
Altri centri ben consolidati che beneficiano di questo sostanziale investimento aziendale includono il Golden Triangle del Regno Unito (Oxford, Cambridge e Londra), Zurigo in Svizzera, la Bio-Valley tedesca (Strasbourg, Fribourg e Basilea), le Fiandre in Belgio e la Medicon Valley a Copenaghen. Tuttavia, nuovi cluster stanno recuperando terreno. Spagna, Italia, Russia, Polonia e Ungheria ora figurano tra i primi 20 paesi di destinazione, avendo ciascuno superato 1 miliardo di dollari di investimenti aziendali negli ultimi 10 anni.
Col tempo, l'offerta raggiungerà la domanda, soprattutto dal momento in cui i grandi gestori di investimenti si stanno espandendo in attività immobiliari e di sviluppo nel settore delle Life Sciences. Colliers si aspetta che i volumi di investimento aumentino passando dall'1% medio annuo dell'ultimo ciclo a un quasi 5% in questo nuovo ciclo di investimenti in espansione.
I risultati esplorati nel report per mercati e regioni specifiche includono Regno Unito, Medio Oriente e Nord Africa, Spagna e Italia.
Al terzo posto dopo l'Irlanda e Zurigo, il Regno Unito rimane una delle maggiori aree attrattive europee per gli investimenti nelle Life Sciences, anche se il suo ritiro dall'UE sta avendo implicazioni per i modelli di investimento, date le domande senza risposta sul suo impatto sul riconoscimento reciproco delle prove cliniche, la sicurezza dei prodotti e altri aspetti della regolamentazione. L&G / Bruntwood sono tra gli attori chiave nello spazio delle Life Sciences, avendo formato una joint venture per investire e seminare il portafoglio iniziale con proprietà del valore di 360 milioni di sterline, che comprende quasi 400.000 mq distribuiti su sette attività. L'obiettivo di crescita della JV è quello di raggiungere più di 1,8 milioni di mq nei prossimi 10 anni. Anche BioCity Group e Oxford Properties stanno realizzando importanti investimenti.
Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto rappresentano il 7% del totale degli investimenti aziendali nel settore delle Life Sciences nell’EMEA. L'Egitto e gli EAU insieme comprendono 4 miliardi di dollari, con la creazione di circa 15.000 posti di lavoro. La crescente presenza degli Emirati Arabi Uniti beneficia della partnership Life Science UK-Arab, istituita di recente. Guidata dalla Mubadala Investment Company di Abu Dhabi, la partnership si è impegnata a investire 800 milioni di sterline, insieme a 200 milioni di sterline dal Regno Unito, per contribuire a promuovere la prossima generazione di aziende britanniche nel settore delle Life Sciences negli Emirati Arabi Uniti, approfondendo i legami commerciali e di investimento esistenti tra Regno Unito ed Emirati Arabi che valevano in totale 32 miliardi di sterline nel 2019.
La Spagna rappresenta ora il 4% degli investimenti regionali nelle Life Sciences, concentrati nelle città di Madrid e Barcellona. Ci sono più di 425 aziende che impiegano più di 40.000 persone, il 60% delle quali non sono nazionali. Le aziende sono attratte dall'industria farmaceutica e biotecnologica spagnola per la sua innovazione nella tecnologia sanitaria e per le dimensioni del mercato, che vanta ancora molto potenziale non sfruttato.
L'Italia è responsabile del 3% degli investimenti totali dell'EMEA, guidata da un ricco ecosistema nelle Life Sciences che supporta la crescita, l'innovazione e le esportazioni. Sei parchi scientifici costituiscono la spina dorsale di questo ecosistema, che comprende 12 centri di eccellenza e 16 centri nazionali dedicati alla R&S delle Life Sciences, situati in città importanti come Roma, Milano, Torino, Genova e Napoli.
Simone Roberti, Head of Research di Colliers Italia: “Le università italiane non sono nella top-20 mondiale, ma stanno scalando la graduatoria riuscendo a offrire programmi legati al campo delle Life Sciences. Questo permette di portare innovazione e una forza lavoro specializzata utili per le imprese” .
Damian Harrington, Head of Global Capital Markets Research ed EMEA Head of Research in Colliers: "Il settore delle Life Sciences è chiaramente concentrato intorno a cluster chiave di competenze e talenti, ma nuove sedi si stanno espandendo, spinte dalla necessità delle aziende di ottimizzare la loro impronta e di attingere a mercati in crescita mentre il settore si espande in modo significativo rispetto alle industrie tradizionali. La decisione delle economie del G7 di fissare l'imposta sulle società al 15% è un altro fattore che sta per ridisegnare la mappa delle società, erodendo il vantaggio di alcuni paesi e aumentando quello di altri. L'Irlanda, per esempio, ha visto la maggior parte degli investimenti aziendali, ma il rapporto investimenti/posti di lavoro creati è oltre quattro volte quello del cluster più grande, ovvero il Golden Triangle del Regno Unito. È circa 28 volte la media del cluster. Ci aspettiamo che i futuri investimenti aziendali corrispondano più da vicino alla dimensione sottostante di ogni mercato e alla sua qualità e profondità del talent pool. Questo guiderà la domanda di asset immobiliari Life Sciences e le opportunità nei cluster consolidati ed emergenti".
Andrew Hallissey, Executive Managing Director di Colliers ed EMEA Occupier Services: "Gli occupanti Life Science richiedono tipicamente strutture altamente specializzate e personalizzate. La comunità degli sviluppatori deve assicurarsi di essere all'avanguardia nell'innovazione edilizia e deve fornire prodotti intelligenti e sostenibili per questo settore in rapida crescita. Date le caratteristiche di clusterizzazione del settore, l'ubicazione continuerà ad essere la chiave, ma, considerate le solide prospettive di crescita dell'industria, coloro che preparano il terreno per il settore probabilmente non troveranno carenza di domanda da parte degli occupanti".
Scarica il Report.
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