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26 Settembre 2011

Enzo Albanese (Sigest): il mercato funziona per le costruzioni al giusto prezzo

di Maurizio Cannone

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Uno sguardo al mercato. La crisi vale per tutti?

I progetti che partono ora hanno prezzi giusti, aderenti al mercato, perché hanno comprato le aree a quotazioni che già incorporavano valutazioni al ribasso.

Invece i progetti più datati hanno prezzi alti e quindi diventa più difficile collocarli.

Chi può aspettare mantiene i prezzi, gli altri dovranno necessariamente rivedere i listini.

Ci vorrà comunque molto tempo perché tutto lo stock venga assorbito.

Per l’usato invece i prezzi sono già stati scontati visto che privati possono cambiare la propria richiesta molto rapidamente e il portafoglio si smaltisce prima.

Invece sono completamente ingessati i cantieri nelle zone periferiche e nell’hinterland milanese.

Qui la situazione è drammatica.


Capitolo Citylife. Come procedono le vendite?


Le vendite procedono bene, anche se si allungano i tempi delle trattative.

Ormai è un’iniziativa lanciata.

Sul primo lotto, Adid, sono stati acquistati tra 55-60% degli appartamenti.

La consegna avverrà nel 2012 con una previsione in quella data di raggiungere tra l’80 e l’85% di vendite.


Visto il momento di mercato, gli acquirenti chiedono maggiori sconti?


Tutti i clienti vogliono fare la trattativa, dettata appunto dal mercato, ma non ci sono sconti.

C’è invece più disponibilità sul capitolato, magari con qualche lavoro eseguito senza costi aggiuntivi.

E poi molti comprano per investimento, magari pensando in anticipo alla casa per i loro figli.


Come si chiuderà il 2011 in generale?


Il mercato vive alla giornata, difficile fare previsioni.

Vediamo clienti che hanno comprato e vogliono pagare in anticipo pur di togliere contanti dal conto corrente.

La preoccupazione sulla situazione economica italiana è alta.

Non ci sarà ripresa del mercato ma si possono portare a casa risultati con molto lavoro e buoni prodotti.

Lo stesso sono convinto che varrà anche per il 2012.

In definitiva, uno dei pochi effetti positivi è che col perdurare della crisi gli operatori improvvisati che hanno potuto crescere in un mercato euforico ora spariranno dalla piazza.

E questo è un elemento fondamentale per preparare il rilancio del settore.    
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