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Ad inizio 2013 il Governo francese aveva garantito che nel corso dell'anno sarebbero partiti i cantieri per la costruzione di 500mila nuove case.
Ormai arrivati a metà maggio, il settore dell'edilizia riuscirà a realizzarne al massimo la metà.
A fare il punto è Jean Perrin, presidente dell'Unpi (Union nationale de la propriété immobilière).
Si tratta di un taglio netto del 18% rispetto ai nuovi alloggi messi in cantiere nel 2012, quando erano state terminate 304.234 unità abitative (con volumi tra l'altro già scivolati del 19,6% rispetto al bilancio 2011).
L'edilizia residenziale non sta solo perdendo terreno, ma sta raggiungendo i minimi storici: “si tratterebbe infatti – rincara la dose Perrin - del tasso di costruzione più basso registrato in Francia dalla fine della seconda Guerra mondiale”.
Il problema - sostiene Perrin - non sono agli sviluppatori immobiliari che non vogliono più costruire o la difficoltà nel trovare terreni edificabili, è che manca la fiducia per comprare.
Il crollo del settore sarebbe legato principalmente da una normativa fiscale che "scoraggia i proprietari e gli investitori”.
E da questo punto di vista le misure introdotte dal Governo Hollande per aumentare la costruzione di abitazioni e per agevolare fiscalmente gli investitori che comprano immobili da mettere poi a reddito, affittandoli - alla cui messa a punto ha lavorato la ministro per la Casa, Cécile Duflot - non sembrano portate nella giusta direzione.
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