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14 Aprile 2026
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“Il tema della perequazione delle basi imponibili rispetto ai valori di mercato rappresenta il requisito minimo per un sistema impositivo coerente”.
A dichiararlo è Luca Dondi (foto), direttore generale Nomisma, a proposito della riforma del catasto.
“L'utilizzo delle banche dati di cui oggi si discute può rappresentare un utile elemento di partenza ma suggerirei cautela nell'adesione cieca ad un unico riferimento pubblico, in ragione del processo (non ancora completato) di affinamento di quello strumento.
Secondo il numero uno di Nomisma, “emergono alcune distorsioni a livello territoriale (soprattutto nelle periferie e nei comuni minori) che rischierebbero di minare alla base la credibilità del nuovo impianto.
Altrettanta cautela è raccomandabile con riferimento alla capacità di differenziazione dei valori in funzione delle caratteristiche delle singole unità immobiliari”.
Dondi non si dice convinto neppure della transizione da un sistema basato sul numero dei vani a un altro “imperniato sull'effettiva superficie dei cespiti”, giudicato di difficile applicazione per “computo e peso delle superfici accessorie”.
Meglio quindi agire con “gradualità e sperimentalità in modo da consentire continui interventi di affinamento che si renderanno necessari”.
A suo dire sarebbe meglio “consentire una revisione del 'classamento' di valore scaturito dall'algoritmo, facendo ricorso ad un servizio peritale precedentemente convenzionato a livello nazionale, sulla scorta della recente tendenza delle banche all'esternalizzazione dei servizi peritali”.
Questo sistema garantirebbe “indubbia e comprovata affidabilità”.
“Il costo sostenuto dal proprietario (non superiore ai 180 euro) potrebbe dare luogo ad un credito di imposta (eventualmente spalmabile in caso di incapienza) solo nel caso in cui l'esito dovesse risultare di favore per il soggetto richiedente” prosegue.
“La definizione delle nuove aliquote d'imposta dovrebbe tenere conto della stima del maggiore costo risultante dalle verifiche.
Le verifiche andrebbero così ad alimentare il sistema di calcolo delle basi imponibili degli anni successivi.
Si tratta di uno strumento in grado di sbloccare l'attuale impasse, senza che questo comporti l'adesione cieca a valori di mercato tutt'altro che universalmente affidabili.
Da un'evidente inadeguatezza si potrebbero creare le condizioni per la definizione di un sistema informativo utile non soltanto ai fini impositivi”, conclude Dondi.
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