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Niente crolli, ma neanche altri exploit verso l'alto.
Il ritmo di crescita dei valori della case a cui la Capitale britannica ha assistito negli corso degli ultimi 15 mesi è irripetibile (in media oggi sono il 15% più care rispetto all'anno precedente, con alcuni quartieri super esclusivi come Kensington, Chelsea e Westminster, dove i rincari sono stati del 10%).
Nel 2015 la situazione non è destinata a ripetersi: le previsioni, contenute nell'ultimo report del broker londinese Hamptons International, mettono in conto prezzi certamente ancora in aumento, ma ad un passo più che dimezzato rispetto al 2014 (in media del 3%).
Sembrano dunque fare effetto le misure sui mutui e sull'accessibilità al credito, messe a punto con grande tempestività dalla Banca d'Inghilterra.
La banca centrale è tornata più volte negli ultimi mesi, attraverso una serie di dichiarazioni da parte del Governatore della BoE e del suo vice, sul tema della bolla immobiliare londinese, lanciando l'allarme sui rischi sulla tenuta economica del Paese.
Meno preoccupante la situazione dei prezzi nel resto del Regno Unito, rafforzata anche dal fatto che l'indice di propensione all'acquisto della casa nei prossimi 12 mesi, a cura del Lloyds Banking Group, è sceso ai livelli minimi toccati nel 2011.
Le quotazioni del residenziale in Inghilterra e nel Galles sono certamente meno care che a Londra, ma anche qui il calo si farà sentire (il 2014 dovrebbe chiudersi con un aumento medio dell'8%, che dovrebbe scendere al 5% per la fine del 2015).
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Savills: Q1 2026, investiti 450mln nella logistica in Italia (Vide
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