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Sono confermate le sanzioni per oltre 400mila euro inflitte nel luglio 2012 dall'Antitrust nei confronti di Banca Nazionale del Lavoro e Cardif Assicurazioni per pratiche commerciali scorrette. L'ha deciso il Tar del Lazio con tre specifiche sentenze con le quali ha respinto altrettanti ricorsi. Con i primi due ricorsi Bnl e Cardif contestavano due provvedimenti sanzionatori all'esito di un'istruttoria (23 furono le segnalazioni) con la quale l'Antitrust accerto' due distinte pratiche commerciali scorrette relative la prima alla concessione di finanziamenti ai clienti della Banca garantiti da polizze delle Compagnie assicurative e, la seconda, alle informazioni relative alle polizze.
Premettendo la legittimità dell'avvio di un'istruttoria da parte dell'Autorità anche a distanza di mesi dalla segnalazione, per il Tar "non coglie nel segno la censura per cui non vi sarebbe prova dell'esistenza di una strategia aziendale sottesa alla pratica contestata". Per i giudici "i dati acquisiti dall'Autorità - si legge nella sentenza Bnl - persuadono dell'esistenza di una pervicace, costante e continuata pratica di presentazione di informazioni distorte al consumatore da parte della Banca, idonee a falsare in misura apprezzabile il suo comportamento in relazione alla decisione di sottoscrivere una polizza pur di ottenere il finanziamento". E "neanche può essere condivisa la tesi secondo cui il numero esiguo di reclami pervenuti escluderebbe la configurabilità di una pratica commerciale scorretta", in quanto "ai fini della configurazione dell'illecito non occorre l'analisi degli effetti prodotti dalla condotta, essendo invece sufficiente che, sulla base di un giudizio prognostico, la stessa sia ritenuta idonea ad incidere potenzialmente sulle scelte dei consumatori". Per il Tar, poi, "appaiono persuasive le conclusioni dell'Autorità - si legge nella sentenza Cardif - secondo cui le modalità espressive utilizzate per illustrare il meccanismo di quantificazione del rateo potevano indurre in errore il consumatore".
Con riferimento all'ulteriore ricorso proposto da Bnl per contestare una ulteriore sanzione per pratica commerciale scorretta concernente le modalità con cui sarebbe stata informata la clientela "dell'esistenza e dell'entità della voce commissionale 'diritti di istruttoria', in relazione a pratiche di affidamento e agli scoperti di conto corrente, di cui i consumatori non erano preventivamente informati", per il Tar "il provvedimento impugnato non sconta i denunciati vizi laddove afferma che la mancata indicazione in modo chiaro e completo dell'esistenza ed entità di tali commissioni rappresenta una omissione informativa che impedisce al consumatore di valutare compiutamente la convenienza delle condizioni complessive del rapporto creditizio con il professionista e di assumere una decisione consapevole".
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