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27 Aprile 2026
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Calano in Italia le nuove società. Nel primo semestre del 2019, la riduzione è di circa l'8% e il decremento più vistoso, per numero, si ha tra le società di capitali che passano da 56.309 nel 2018 a 51.933 nel 2019 (-7,7%).
Aumentano invece del 3,52% gli scioglimenti delle imprese, segno che complessivamente l'economia continua a vivere una fase di crisi.
E' quanto emerge dalle rilevazioni effettuate dal Notariato contenute nel Rapporto dati statistici notarili - primo semestre 2019 pubblicato sul sito www.notariato.it. Nel complesso crescono le costituzioni di Ati (Associazioni temporanee di impresa) seppure di poco (+3,49%), ma sono in calo le società di persone che registrano una diminuzione significativa dalle 10.637 del 2018 alle 9.070 del 2019 (-14.73%), così come si riducono le costituzioni di società cooperative da 1.533 nel primo semestre 2018 alle 1.209 dello stesso periodo del 2019 (-21%).
Le costituzioni rimangono concentrate al Nord-Ovest, con il Trentino Alto Adige unica regione a mostrare un incremento nelle costituzioni di nuove società, sia in termini assoluti che in relazione ai tassi demografici, mentre il Nord-Est e le Isole confermano il dato inferiore al resto d'Italia già registrato nelle precedenti rilevazioni.
In relazione alla stagionalità le costituzioni sono più numerose a gennaio e febbraio, mentre diminuiscono progressivamente durante i restanti mesi del semestre. Per gli scioglimenti l'incremento per il primo semestre 2019 rispetto al 2018 è concentrato tra gennaio, febbraio e aprile. Inoltre sono stati effettuati un maggior numero di scioglimenti nel primo semestre del 2019 tra le società di capitali (+3,04%) e quelle di persone (+6,57%).
Le modifiche societarie (che di norma rappresentano indicatori di evoluzione nelle società esistenti, al fine di adeguarle a nuove esigenze, ma che possono anche sottendere manifestazioni di difficoltà - si pensi alle riduzioni di capitale per perdite) sono in controtendenza e risultano in leggero aumento (circa 1%).
La regione che percentualmente ha visto l'incremento maggiore di tale tipologia di atti è la Liguria con un +14% rispetto al I semestre 2018, dato confermato anche in relazione ai tassi demografici. I mesi in cui si concentrano tali tipi di atti sono in entrambi i semestri di riferimento maggio e giugno, probabilmente in corrispondenza con l'approvazione dei bilanci. Le operazioni straordinarie (fusioni, scissioni e trasformazioni), anch'esse spia di una necessità di riorganizzazioni aziendali di norma giustificate da una riduzione di costi e di apparati organizzativi, sono parimenti in leggero aumento, anche se il 27% di queste atti è concentrato in Lombardia, mentre la regione che ne ha il più alto tasso demografico è il Trentino-Alto Adige.
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