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20 Febbraio 2014

Crollo fatturato e ore lavorate per l'edilizia in Sardegna

di Redazione

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Un quadro a tinte fosche quello della cantieristica sarda, che ha registrato una contrazione del giro d'affari del 38,3% in cinque anni (dal 2008 al 2012).

Lo rileva il sesto Rapporto sul settore presentato dall'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Sardegna.

Il 2013 è stato il sesto anno consecutivo – si legge nel dossier – in cui è calato il numero di occupati di almeno 24.100 addetti pari al 36% e ha toccato sia i dipendenti (-16.300 dal 2007 al 2013) sia gli autonomi (-7.800 unità).

Secondo i dati raccolti dalle Casse previdenziali edili, il monte di ore lavorate fra il 2008 e il 2012 è crollato del 46,7%, cui si deve aggiungere un'ulteriore flessione del 20,3% nei primi 11 mesi del 2013.

Lo scorso anno si è attenuato il ricorso alla cassa integrazione: sono, infatti, diminuire del 35,9% il numero di ore autorizzate dalla Regione, ma tra il 2007 e il 2012 il numero di ore era più che quadruplicato passando da circa 1,1 a 6 milioni di ore lavorate. I debiti pregressi degli enti pubblici ammontano complessivamente a 662,8 milioni di euro, mentre quelli bloccati dal Patto di stabilità sono 330 mln di euro.

L'Ance definisce poi "scandalosi" i tempi medi di pagamento: si va infatti da un minimo di sette mesi ad un massimo di due anni.

Infine si è assistito, nei primi nove mesi del 2013, ad un calo dei mutui erogati: -80% nel settore residenziale e -60% in quello non residenziale. In termini numerici si stimano mancati finanziamenti per oltre un miliardo di euro negli ultimi cinque anni.

Nello stesso periodo i mutui accesi dalle famiglie sarde per acquistare un'abitazione si sono dimezzati (-52%).

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