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27 Aprile 2026
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Ci risiamo con la politica degli annunci a cui non seguono i fatti: questa volta su un terreno molto caro e assolutamente in primo piano nell'agenda del Governo Renzi, ovvero la ristrutturazione e l'ammodernamento degli edifici scolastici, spesso in stato fatiscente per anni e anni di incuria.
Sul piatto tante promesse e tanto marketing per far parlare i giornali, a partire dall'iniziativa che vedeva i sindaci in prima linea per segnalare l'intervento di edificio più urgente sul loro territorio: una specie di pronto soccorso, a cui avrebbero fatto seguito gli altri. Il guaio è che le segnalazioni sono state fatte e il censimento sulle classi pericolanti è cresciuto di settimana in settimana (da un report redatto da Cittadinanza attiva la situazione risulta drammatica: sarebbero 7 su 10 gli edifici con lesioni strutturali che necessitano interventi di vario tipo, inclusi quelli per bonifica di materiali tossici). Così sono partiti i primi cantieri di messa in sicurezza e rinnovo, che giustamente sono iniziati in estate, a classi deserte, in modo da anticipare il più possibile l'inizio del nuovo anno scolastico.
Ora però le imprese di costruzioni iniziano a mandare il conto, ma nelle casse dei Comuni non ci sono i soldi per pagare.
A dirlo è un gruppo di sindaci, proveniente da diverse Regioni italiane – Abruzzo, Marche e Sicilia, che si è dato appuntamento stamattina davanti Palazzo Chigi per chiedere chiarimenti alla task force Edilizia scolastica sulle risorse erogate dal governo (il provvedimento a cui fanno riferimento del decreto del Fare, varato dal governo Letta, con successive aggiunte).
Soldi che - stando a quanto dice la delegazione di primi cittadini, sentiti dall'Ansa - non sono ancora arrivati nonostante i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici iniziati e in qualche caso anche terminati.
"Ci hanno detto di finire i cantieri entro dicembre – dicono i sindaci -. E' un problema di cassa, del fatto che mancano i pagamenti".
"Ho finito i lavori di uno scuola elementare nei primi di settembre, ma non abbiamo avuto ancora i soldi per pagare l'impresa, che minaccia ora un'azione legale con gli interessi" – spiega, ad esempio, Nuccio Sapia, sindaco di Casteltermini, vicino ad Agrigento. I lavori sono costati circa 550mila euro: una somma importante per il piccolo Comune che deve erogarli, ma anche per le imprese di costruzioni che hanno svolto i lavori.
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